Nicola Cosentino 140403085953
OPERAZIONE 22 Dicembre Dic 2014 0754 22 dicembre 2014

Camorra, sequestrati 120 milioni alla famiglia Cosentino

Operazione dei carabinieri in tutta Italia. Sigilli a 142 distributori di benzina.

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Nicola Cosentino.

Un vero e proprio monopolio nella distribuzione dei carburanti fondato sulla forza intimidatrice del clan dei Casalesi e sulla capacità di Nicola Cosentino, ex sottosegretario di governo, di esercitare pressioni per favorire le aziende dei fratelli Giovanni e Antonio e danneggiare, invece, quelle concorrenti. I carabinieri di Caserta e la procura di Napoli hanno sequestrato preventivamente ai fratelli Cosentino beni per circa 120 milioni di euro costituiti dalle società Aversana Petroli e Ip Service, e da 142 distributori di carburante tra Campania, Calabria, Basilicata e Toscana. I tre fratelli Giovanni, Antonio e Nicola Cosentino sono già destinatari di un provvedimento cautelare personale emesso nell'ambito della stessa indagine il 3 aprile 2014: il primo è detenuto insieme a Nicola, mentre Giovanni si trova ai domiciliari. Lo stesso giorno furono emessi altri undici provvedimenti cautelari nei confronti di altrettante persone.
IPOTESI DI CONCORRENZA ILLECITA. Il provvedimento è stato adottato dal gip di Napoli in un'inchiesta nella quale si ipotizza il reato di concorrenza illecita e si indaga su episodi di estorsione e concussione finalizzati a favorire l'attività degli impianti di distribuzione di carburante gestiti dalla famiglia Cosentino, con l'aggravante del metodo mafioso grazie all'amicizia con il clan di camorra dei Casalesi. Il 3 aprile, oltre che nei confronti di Nicola Cosentino, ex sottosegretario all'Economia ed ex coordinatore del Pdl in Campania, furono eseguite misure restrittive nei riguardi di altre 12 persone.
SIGILLI IN UNA DECINA DI PROVINCE. I carabinieri di Caserta hanno messo i sigilli a distributori di carburante in una decina di province italiane distribuite in quattro regioni. La maggior parte degli impianti, circa una quarantina, si trovano nel Casertano. I restanti perlopiù in Campania (tra Avellino, Benevento e Napoli) ma anche in Calabria (Vibo Valentia, Crotone, Reggio Calabria e Catanzaro), Potenza e anche in provincia di Siena. L'attività investigativa, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, - a cui hanno preso parte il procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo, il pm della Dna Francesco Curcio, il colonnello Scafuri e il tenente colonnello Pannone - ha avuto inizio tra il 1998 e il 1999 ed è terminata nel 2011.
Malgrado il sequestro le attività degli società e degli impianti, ha sottolineato il procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo, proseguono al fine di garantire i posti di lavoro.

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