Ambulanza Francia 140212164940
CRONACA 22 Dicembre Dic 2014 1900 22 dicembre 2014

Francia, camion contro folla a Nantes: 11 feriti

Cinque sono in gravi condizioni: persone travolte in mercatino di Natale. L'attentatore ha urlato «Allah è grande».

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Un'ambulanza in Francia.

Almeno 11 persone sono rimaste ferite al mercato di Natale di Nantes, in place Royale, in Francia, da un automobilista che le ha investite a bordo di un camioncino.
A riferirlo fonti della polizia. Cinque sono in gravi condizioni. Una è in prognosi riservata.
DEDICA AD ALLAH. Secondo il sito internet del quotidiano Ouest-France, l'uomo che si è schiantato avrebbe scandito lo slogan «Allah è grande» (circostanza che peraltro la magistratura ha negato) puntando un piccolo chalet dove veniva servito del vin brulè.
L'attentatore, nato nel 1970, si è poi inflitto nove coltellate vicino al cuore e risulta gravemente ferito.
La zona intorno alla place Royale è stata chiusa alle auto.
Gli inquirenti si interrogano su come l'uomo sia potuto giungere sul luogo dell'impatto senza essere bloccato.
ATTENTATO SIMILE A DIGIONE. L'attentato è simile a quello avvenuto a Digione il 21 dicembre, quando un uomo a bordo di un'auto si era lanciato, al grido di 'Allah u Akbar', contro una folla di persone.
Il bilancio era stato di ben 13 feriti. E sempre la stessa invocazione ha scandito il neofita convertito all'Islam che venerdì 19 si era presentato in commissariato a Joué-lès-Tours, nel centro del Paese, accoltellando tre poliziotti.
Di madre algerina e padre marocchino, l'automobilista folle di Digione ha detto di aver agito per le sofferenze dei bambini palestinesi e ceceni.
ALLARME DI VALLS. «Serve estrema vigilanza», ha avvertito il presidente Hollande. E anche il premier Manuel Valls ha lanciato l'allarme: «Il rischio terrorismo non è mai stato così elevato».
Le autorità francesi si rifiutano del resto di considerare per ora alla stregua di attacchi terroristici gesti come quello di Nantes o di Digione, a differenza di quanto proclamato da quelle israeliane in episodi recenti pressoché identici avvenuti a Gerusalemme e altrove.
LA PROCURATRICE: «AZIONE ISOLATA». Quello di Nantes è stato un attacco «deliberato», ma anche «un'azione isolata» e per questo «non si può parlare di un atto di terrorismo», ha affermato la procuratrice capo della città francese, Brigitte Lamy, sottolineando l'assenza di «una rivendicazione particolare» e insistendo sul fatto che l'investitore non avrebbe invocato in questo caso Allah. Lamy ha tuttavia ammesso che l'uomo era «noto ai servizi di sicurezza», pur senza precisare per quali motivi.
Anche la procura di Digione ha escluso l'ipotesi «terroristica» preferendo parlare del gesto d'uno squilibrato. Il movente islamico-radicale pare invece accertato per l'aggressione contro gli agenti a Joué-Lés-Tours. Nel 2013, la madre del ragazzo, originario del Burundi, si rivolse alla polizia per segnalare la deriva estremista del figlio.
A RISCHIO PER IL SUO IMPEGNO CONTRO L'ISIS. Per il suo impegno contro lo Stato islamico la Francia, unico Paese europeo ad effettuare raid aerei nei cieli dell'Iraq insieme agli Usa, ha già pagato un pesante tributo di sangue, con l'uccisione di Hervé Gourdel, l'alpinista rapito a settembre in Algeria e sgozzato da un gruppo di fondamentalisti affiliati all'Isis.
A rendere Parigi particolarmente esposta, c'è poi la sua missione anti-jihad nel Nord del Mali o la legge contro il divieto del velo nei luoghi pubblici.

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