PROFILO 22 Dicembre Dic 2014 1330 22 dicembre 2014

Rutilio Sermonti, l'ideologo del neofascismo

Fedele al Duce. Soldato della Repubblica sociale. Chi è l'intellettuale dello Stato organico arrestato con l'accusa di terrorismo (foto).

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Il mondo secondo Rutilio Sermonti, intellettuale fascista fedele alla linea, è ancora fermo a Benito Mussolini.
A 93 anni è tra i 14 arrestati per terrorismo dell'inchiesta su Avanguardia ordinovista, una rete eversiva che, secondo l'accusa, richiamandosi a Ordine Nuovo progettava attentati contro magistrati e istituzioni (guarda la gallery).
COSTITUZIONE NEOFASCISTA. Di più, secondo gli inquirenti Sermonti, viso mansueto contornato dalla barba bianca, pipa in bocca e una vita ritirata in provincia, ad Ascoli Piceno, è l'ideologo del gruppo. «Fornisce sostegno ideologico alla struttura», hanno scritto nell'ordinanza, «avendo inoltre redatto un documento denominato 'Statuto della Repubblica dell'Italia unita' che rappresenta una nuova Costituzione della Repubblica nella quale viene tracciato il nuovo ordine costituzionale della nazione esplicitamente ispirato all'epoca fascista». E su questa base avrebbe incitato e motivato i membri dell'organizzazione all'azione.
UNA VITA FEDELE AL DUCE. Mentre l'Italia cambiava, scopriva la democrazia e scendeva in piazza contro le stragi nere, Sermonti rimaneva fedele al fascismo delle origini. Con cui è cresciuto, letteralmente.
Nato il 18 agosto 1921, pochi mesi prima della fondazione del Partito nazionale fascista, ha coltivato la fede nel corporativismo, nel Duce, nello Stato organico, in cui ogni ramo ha una funzione e ogni essere è parte del tutto, ancorché si tratti di un regime dittatoriale che schiaccia gli oppositori. Gli oppositori, nella creatura politica da lui teorizzata, non devono esistere.

La militanza nelle camicie nere in gioventù al fianco dei nazisti

Il 90esimo compleanno di Sermonti celebrato alla birreria Parzifal di Colli del Tronto.

Oggi Sermonti si considera, ed è considerato negli ambienti di destra, un intellettuale e un artista. All'appellativo di avvocato unisce quello di scrittore, pittore e ceramista. Ma in gioventù è stato uomo d'azione. Ha saggiato le armi -anzi le ha cercate - come volontario nell'esercito regio sul fronte della Seconda Guerra mondiale. E poi ancora nelle camicie nere, fantoccio dei nazisti, che hanno combattuto per la Repubblica sociale di Salò (Rsi).
FONDATORE DEL MSI. Duro e puro, è tra i fondatori del Movimento sociale italiano. Che ha abbandonato quando i fascisti diventarono, secondo lui, troppo dialoganti con la Democrazia cristiana e riabbracciato nel '68 per accompagnare Pino Rauti nella fiamma tricolore, e ovviamente anche in quell'Ordine nuovo che organizzò le più atroci carneficine della storia della Repubblica.
AMBIENTALISTA DI DESTRA. Ecologista, nel solco dell'ambientalismo dell'ultradestra, ha scritto più di 15 libri, che spaziano dalle teorie anti-evoluzioniste - in ossequio alle posizioni di suo fratello Giuseppe Sermonti, discusso genetista che rifiuta gli studi di Darwin - allo spiritualismo indiano, fino a una storia dei carabinieri e a una del fascismo scritta a quattro mani sempre con il camerata Rauti.
LO STATO ORGANICO. Da allora viene indicato dalle giovani leve nere come un padre spirituale. Circondato da ragazzi che rimpiangono la Rsi e alzano in suo onore i bicchieri come in occasione del suo 90esimo compleanno: «Rutilio è l’esempio vivente di quello che il fascismo riteneva dovesse essere l'uomo integrale», si legge in uno dei tanti omaggi sul web.

L'elogio dell'uomo solo al comando diffuso dai siti neri

Nell'ideologia di Sermonti c'è l'elogio del capo solo al comando.

Nel suo 'testamento spirituale' rilanciato da diversi siti neri, Sermonti elogia il capo solo al comando e ne fa un principio operativo per le divisioni interne al movimento: «Vi dico questo, sia in vista degli organi dello Stato organico che intendiamo instaurare, sia per quanto riguarda gli organi interni di 'nostre' formazioni. Per queste ultime, anzi, il pericolo delle vaste 'collegialità' (vedasi il pessimo esempio del Msi-Dn) è ancor più grave, perché fattore della degenerazione demagogica e incapacitante delle compagini stesse. Lasciate quindi al belante gregge democratico la ridicola allucinazione di comandare tutti, e coltivate la nobile, virile e feconda virtù dell’obbedienza». Se le sue esortazioni verranno tradotte a livello operativo, allora, spiegava «saprò di non aver vissuto inutilmente». In quelle parole c'è già a tratti un disegno di sovversione dello Stato.
LOTTA POLITICA? STERILE. Ancora il 7 dicembre, dalla sua casa di Ascoli Piceno, dove passa a quanto pare una prolifica vecchiaia, ha rilasciato un'intervista al Resto del Carlino, in cui si lasciava andare alla nostalgia - «Ricordo con grande emozione quando ho giurato davanti al Duce, nello stadio dei Marmi a Roma» - e chiudeva alla via della politica: «La lotta politica attuale è sterile, non serve a nulla, nel 1930 l’Italia era la nazione più invidiata del mondo, oggi è l’ultima ruota del carro».
Per cambiare il destino dell'Italia Sermonti aveva altri progetti.

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