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GIUSTIZIA 22 Dicembre Dic 2014 1021 22 dicembre 2014

Spagna, l'Infanta Cristina rinviata a giudizio

Accusa di frode fiscale. Prima volta alla sbarra un membro della famiglia reale.

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L'infanta Cristina accusata di frode fiscale e riciclaggio.

L'Infanta Cristina di Spagna, sorella del re Felipe VI, è stata rinviata a giudizio per frode fiscale.
A riferirlo la stampa spagnola, che ha citato l'annuncio del tribunale di Palma de Maiorca nell'ambito del caso Noos, l'inchiesta per corruzione che coinvolge il marito Iñaki Urdangarin. È la prima volta nella storia per un membro della famiglia reale.
ALTRI 16 A PROCESSO. Rinviati a giudizio anche Urdangarin e altre 15 persone, con le accuse di malversazione di fondi pubblici, frode fiscale e riciclaggio
Si sarebbero messi in tasca 6 milioni di euro di soldi pubblici, versati da enti locali alla società del marito dell'Infanta per organizzare eventi sportivi. Secondo il pm, la coppia reale e i loro complici gonfiavano le fatture e intascavano una parte sostanziosa dei finanziamenti.
Per la monarchia di Madrid, è l'ennesima umiliazione in una vicenda che da quattro anni la getta nel discredito. Per tutti gli osservatori, lo scandalo che ha travolto l'Infanta Cristina ha indebolito Juan Carlos, spingendolo ad abdicare a favore del figlio per rinnovare l'immagine appannata della monarchia, già indebolita dalla vecchiaia di Juan Carlos, dalle voci sulle sue relazioni extraconiugali, dallo scandalo per un safari del re in Botswana, a caccia di elefanti con una principessa tedesca, mentre il paese affonda nella crisi.
LA CASA REALE: «RISPETTIAMO I GIUDICI». Dopo il rinvio a giudizio, la Casa reale si è limitata a dire di «rispettare le decisioni della giustizia». Per l'avvocato della principessa, Miguel Roca, lei sta «evidentemente male» ed è «sorpresa come noi» per la decisione.
Cristina di Borbone, 49 anni, sesta nella linea di successione, è una bella donna bionda e atletica, ex olimpionica di vela. Sposata con un olimpionico di pallamano, Iñaki Urdangarin, 46 anni, è madre di quattro figli.
Lo scandalo è scoppiato nel 2011. Un magistrato inquirente di Palma de Maiorca, Juan Castro, scoprì contratti sospetti della Noos, una società senza scopo di lucro fondata da Urdangarin e dal suo socio Diego Torres. Il marito dell'Infanta, sfruttando il prestigio della consorte, fra il 2007 e il 2008 ottenne per Noos lucrosi appalti dalle regioni delle Baleari e di Valencia per l'organizzazione di eventi sportivi.
FATTURE GONFIATE PER 6,1 MILIONI DI EURO. Secondo gli investigatori, Urdangarin e i suoi complici gonfiarono le fatture per spillare più soldi pubblici, incassando fino a 6,1 milioni di euro. Una parte di questi fondi finirono nella società Aizoon, di proprietà dell'Infanta e del marito, che usarono i soldi per scopi personali (compreso un corso di salsa e merengue a domicilio).
Cristina è stata formalmente indagata volta a gennaio 2014. A febbraio è stata interrogata, ha detto di non sapere niente degli affari del marito, di credergli ciecamente «per amore». La procura di Palma ha creduto alla sua buona fede, chiedendo di processare gli altri 16 indagati e non lei.
La Casa reale però ha toltoe il suo nome dal suo sito e l'ha esclusa dall'incoronazione del fratello a giugno. Ma non è bastato. È saltata fuori un'associazioni di avvocati di estrema destra, 'Manos limpias', ispirata all'italiana Mani pulite.
Sfruttando un istituto del diritto spagnolo, «l'accusa popolare», 'Manos limpias' ha chiesto il rinvio a giudizio anche dell'Infanta. Stavolta il giudice ha accolto la richiesta, e Cristina è finita alla sbarra.

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