TENSIONE 23 Dicembre Dic 2014 0717 23 dicembre 2014

Bologna, incendio doloso sulla ferrovia

Impianti a fuoco alla stazione Santa Viola (foto). Inquirenti: «Scritte No-Tav». Ma il movimento smentisce. Lupi: «Terrorismo». Renzi: «Sabotaggio». Ritardi ridotti.

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Una mattinata di disagi, quella del 23 dicembre, per chi viaggia in treno, dopo che la circolazione ferroviaria in transito per il nodo di Bologna è stata prima interrotta e poi fortemente rallentata a causa di un incendio doloso che ha interessato quattro pozzetti alla stazione di Santa Viola, periferia Ovest della città. Si tratterebbe di un sabotaggio, che ha creato parecchi disagi, ma come hanno precisato le Ferrovie dello Stato, non ci sono stati danni o feriti (foto).
Ad agire sarebbe stato un gruppetto di persone. Per innescare le fiamme sono stati usati stracci imbevuti di liquido infiammabile, avvolti poi ai cavi. Nella zona ci sono telecamere, ma vista la nebbia del 23 dicembre difficilmente possono rivelarsi d'aiuto.
SCRITTE NO TAV? Su un muretto vicino alla massicciata ferroviaria sono state trovate tre scritte vergate con bombolette spray, in origine etichettate come No Tav, ma molto più realisticamente tag realizzate da writer locali. Tanto che lo stesso movimento ha immediatamente preso le distanze dalle scritte stesse.

Sono poi stati trovati vari fiammiferi e parti degli stracci utilizzati per l'accensione del rogo che ha interrotto la circolazione. Il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, ha seguito personalmente la prima fase delle indagini. C'è un'inchiesta contro ignoti per pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio. Al momento la procura non contesta l'aggravante eversiva. Alfonso segue le indagini della Digos col pm del gruppo 'Istituzioni e terrorismo' Antonella Scandellari. Intensificati i contatti coi colleghi fiorentini.
QUATTRO POZZETTI IN FIAMME. Secondo quanto accertato, i quattro pozzetti incendiati si trovano nell'arco di una cinquantina di metri. Le fiamme su tre pozzetti vicini all'Alta velocità sono state spente in breve tempo con gli estintori dagli agenti della polizia ferroviaria. Per il quarto, che interessa invece la linea convenzionale per Milano, l'incendio si è sviluppato in modo più ampio ed è stato domato dall'intervento dei vigili del fuoco. Sarebbe stato un gruppetto ad appiccare il fuoco. Secondo gli investigatori, gli attentatori avrebbero utilizzato stracci imbevuti di benzina o liquido infiammabile per innescare gli incendi.
UN PRECEDENTE SIMILE A MAGGIO. Tra i diversi sabotaggi del passato in Italia, gli inquirenti sono concentrati su uno molto simile, a Bologna il 19 maggio, nella frazione di Lavino, a poche centinaia di metri dal luogo del sabotaggio odierno. Sulla alta velocità furono tranciati cavi e incendiati due pozzetti. Anche allora c'era una scritta 'No Tav'.
Un altro episodio analogo si era registrato il 21 dicembre nei pressi di Firenze, quando la circolazione era stata bloccata per un rogo, ed era stata trovata una bottiglia incendiaria.
Le indagini sono orientate alla matrice anti-istituzionale, verso la galassia anarchica. A spingerle in quella direzione c'è la storia del movimento anarco-insurrezionalista, sempre attivo a Bologna, dove nacque la Cooperativa artigiani fuochi e affini, confluita nella Fai-Federazione anarchica informale.
E la galassia anarchica già in passato si è distinta a Bologna per azioni verso le infrastrutture ferroviarie, usando anche la tecnica dei 'ganci'.
PERQUISIZIONI SENZA ESITO. In azione sarebbero entrati militanti che si appropriano di tematiche No Tav, che hanno agito in una sorta di 'richiamo' ad altri gruppi.
A chi indaga non è sfuggito che, in coincidenza con la sentenza del 17 dicembre di Torino a carico dei quattro attivisti accusati dell'attacco al cantiere Tav, su siti di controinformazione sono apparsi comunicati contro la Tav: «Le vie dell'alta velocità sono infinite», si legge in uno, «e bloccarle èalla portata di tutti». Il 23 dicembre cadeva anche il 30esimo anniversario della strage del rapido 904.
Perquisizioni senza esito sono state effettuate nel corso della giornata. «Allo stato io non traggo conclusioni. Le trarrò sulla base dei risultati che le indagini mi daranno man mano», ha commentato in modo prudente il procuratore Roberto Alfonso.
GRAVI CONSEGUENZE SULLA CIRCOLAZIONE. Pesanti, in ogni caso, le ripercussioni sul traffico: dalle 7.30 è stata parzialmente riattivata la circolazione, ma i ritardi, non solo sulla linea Alta velocità, sono arrivati a 120 minuti. E ci sono state cancellazioni. Coinvolte le linee Bologna-Milano Av, le convenzionali Bologna-Piacenza, Bologna-Verona e solo nella fase iniziale Bologna-Porretta. Ritardi anche nei nodi ferroviari di Milano e Roma.

Lupi: «È terrorismo». Ma Renzi abbassa i toni

Pompieri al lavoro sul luogo dell'incendio.

Sull'evento è intervenuto con durezza il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, che ha dichiarato: «Si è verificato purtroppo ciò che temevo, un nuovo atto terroristico contro la Tav, questo e non altro è l'incendio doloso di questa mattina a Bologna. Ma non ci fermeranno nella strada di innovare e cambiare l'Italia». Sono «atti terroristici» che rivelano, secondo il ministro, un «cambio della strategia» negli attacchi contro la Tav. Lupi aveva lanciato l'allarme già il giorno prima, durante la visita al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. «Non potendo impedire questo cantiere, che sta procedendo secondo i tempi previsti» - aveva detto - «si sono spostati a colpire i simboli della Tav, che siano a Firenze o in altre parti d'Italia. C'è una piccolissima minoranza di delinquenti che attacca lo Stato prendendo a pretesto la realizzazione di una grande opera».
«GOVERNO NON ABBASSERÀ GUARDIA». Dopo il vertice con il premier Matteo Renzi e il sottosegretario Marco Minniti, Lupi ha parlato anche a Sky Tg 24: «Siamo tutti d'accordo nel tenere assolutamente alta la tensione e non dare legittimazione a nessuno. Il governo non abbasserà mai la guardia e non arretrerà di un millimetro».
Per il comitato No Tav di Torino, invece, il sabotaggio per ora giova «al ministro Lupi, che continua a parlare di terrorismo».
RENZI: «OPERAZIONE DI SABOTAGGIO». Chi ha provato a stemperare è stato il presidente del Consiglio. «Voglio rassicurare tutti gli italiani: non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un'operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto», ha detto Renzi. Intervenuto ai microfoni di Rtl 102.5, il premier ha spiegato: «Stiamo monitorando la situazione: era accaduto qualcosa di analogo anche se meno impattante nei giorni scorsi in altre città».
MEROLA: «GLI AUTORI SIANO ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA». Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha commentato: «È un atto grave e preoccupante. Ricorrere a danneggiamenti e creare disagi a migliaia di utenti delle ferrovie è una strategia di sabotaggio da rigettare e mi auguro che gli autori di tali gesti, che nel corso delle ultime settimane hanno creato problemi al nostro Paese, siano identificati e assicurati alla giustizia quanto prima».

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