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INTERVISTA 23 Dicembre Dic 2014 1750 23 dicembre 2014

Giorgio Galli: «Basta parlare di eversione»

Galli bacchetta il governo su Bologna e Aquila Nera. Ma spiega: «Attenti all'anticapitalismo di destra». E non dimentica il ruolo dei Servizi nel passato.

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Incendi sui binari, gruppi neofascisti decisi a sovvertire lo Stato e ministri che non hanno remore a parlare di «terrorismo».
Il 23 dicembre a Bologna sono stati incendiati quattro pozzetti vicino alla linea dell'Alta velocità. E le accuse sono subito ricadute sui No Tav.
Per ore stampa e tivù hanno scambiato la firma di un writer locale come la rivendicazione dell'attentato da parte del movimento che ha, però, rapidamente smentito un suo coinvolgimento.
GLI ALLARMI GOVERNATIVI. Il Viminale ha riferito che non si tratta di un episodio isolato, il premier Matteo Renzi ha parlato di azioni di sabotaggio, mentre il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha gridato al terrorismo.
Un'aria plumbea sembra avvolgere il Paese in questa fine d'anno, a 24 ore dal trentennale della strage sul rapido 904, l'ultima degli Anni di piombo e da un'operazione di polizia che ha portato in cella i membri di un'associazione eversiva ispirata a Ordine nuovo.
PAROLE SPROPORZIONATE. Ma per Giorgio Galli, illustre storico, docente di Storia delle dottrine politiche alla Statale di Milano, a pochi passi da quella Banca dell'Agricoltura saltata in aria il 12 dicembre del 1969, la storia non si sta ripetendo e le parole arrivate da chi in questo Paese ricopre ruoli di responsabilità sono sproporzionate: «Non c'è il rischio di una stagione eversiva», dice a Lettera43.it, «questi piccoli gruppi non sembrano pericolosi. Ora abbiamo poche informazioni, poi sa nella nostra storia anche i Servizi hanno avuto un ruolo e abbiamo capito come sono andate le cose a decenni di distanza».

Lo storico Giorgio Galli (©Imagoeconomica).

DOMANDA. Il movimento No Tav ha smentito il suo coinvolgimento, chi potrebbe aver agito a Bologna?
RISPOSTA. Potrebbero essere piccoli gruppi di anarco-insurrezionalisti.
D. Cosa pensa dell'inchiesta Aquila nera che ha portato in cella 14 neofascisti con l'accusa di terrorismo?
R. Un gruppo che ha un teorico di 93 anni e i cui componenti parlano al telefono tranquillamente e usano armi della Prima Guerra mondiale, di primo acchito, non mi pare così pericoloso. Rutilio Sermonti ha scritto con Pino Rauti e ora parla di cambiare la Costituzione in senso fascista, mi pare strano.
D. In che senso strano?
R. Bè, le pare che mentre si sta cambiando la Costituzione e persino Giorgio Napolitano dice che i costituenti hanno sbagliato a istituire al Senato, un 93enne pensa a istituire un ordinamento fascista?
D. L'incendio doloso all'Alta velocità di Bologna dopo i neofascisti arrestati: c'è il rischio di una nuova stagione eversiva?
R. Questi piccoli gruppi non mi sembrano così pericolosi. Poi sa abbiamo poche informazioni. E i Servizi hanno avuto un ruolo in molti episodi precedenti.
D. Dice che bisogna preoccuparsi di più di loro?
R. Dico solo che abbiamo una lunga storia alle spalle. Abbiamo capito come andarono alcune cose a decenni di distanza. Commentare a due ore da un accaduto è molto difficile.
D. Sono volate parole grosse dal governo, crede che la situazione politica e sociale sia tale da giustificare preoccupazioni su derive eversive?
R. Di certo la crisi non è passata. A seguire le ricette degli eurocrati e della Troika (Ue, Bce e Fmi, ndr), ci stiamo progressivamente e inesorabilmente impoverendo, c'è un disagio diffuso che ha difficoltà a trovare riferimenti politici. Il momento, insomma, è difficile. Ma mentre Lupi parla di terrorismo, Renzi correttamente parla di sabotaggio.
D. Troppe parole usate a vanvera da chi ha responsabilità politiche?
R. Esatto.
D. Non è possibile secondo lei che si attui una nuova strategia della tensione?
R. Non penso. Era un'altra epoca. C'erano movimenti a partecipazione di massa, c'era stato il '68, il '77 e c'era l'obiettivo di stabilizzare la situazione politica fingendo di destabilizzarla.
D. In compenso in tutta Europa si stanno diffondendo movimenti neofascisti e neonazisti. Cosa ne pensa?
R. Le elezioni europee hanno dimostrato che c'è un declino dell'anticapitalismo di sinistra e il diffondersi di quello che io chiamo un anticapitalismo di destra, come dimostra in Italia la Lega Nord. E questo secondo sì è da tenere molto presente. Questi piccoli gruppi si muovono ai margini di un movimento a cui bisogna prestare molta attenzione.

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