Isis_pilota rapito
APPELLO 25 Dicembre Dic 2014 1336 25 dicembre 2014

Isis, appello del padre del pilota: «Liberatelo»

Il genitore del tenente catturato dai jihadisti: «È un buon musulmano». Timori per la sua sorte.

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Il pilota rapito dai jihadisti.

Un appello disperato: «Liberatelo, spero che Dio riempia il vostro cuore di pietà». A farlo è Youssef al Kassasbe, padre del pilota giordano Moath al Kassasbe, catturato dall’Isis in Siria vicino alla città di Raqqa. L’uomo si è rivolto ai jihadisti chiedendone il rilascio: «Vi imploro, liberatelo, è un devoto musulmano, nelle sue missioni aveva il Corano sempre con sé».
L’uomo è stato catturato dopo la caduta del suo aereo. I miliziani hanno affermato di averlo abbattuto con un missile terra-aria, una circostanza smentita dagli Stati Uniti.
Secondo Washington, l’aereo si sarebbe schiantato nel Nord della Siria e il pilota sarebbe stato quindi fatto prigioniero, ma il governo americano non ha precisato quali sarebbero state le cause dello schianto.
PERICOLO CONDANNA A MORTE. La Giordania ha garantito massimo impegno per il recupero dell’uomo, ma sulla sua sorte al momento non ci sono novità. È stata anche creata un'unità di crisi per «mobilitare tutte le risorse», come reso noto dal quotidiano governativo al Rai: «Siamo fiduciosi, il nostro bravo pilota sarà liberato».
Un attivista di Raqqa, roccaforte dell’Isis in Siria, ha riferito tuttavia che i jihadisti sarebbero divisi sul suo destino. Alcuni di loro, soprattutto «i ceceni», vorrebbero «giustiziarlo». Altri preferirebbero tenerlo in vita. L’Isis finora ha ucciso moltissimi soldati, soprattutto dell’esercito siriano, catturati in combattimento.
Il rapimento ha destato grande sconcerto in Giordania e nel mondo intero, anche dopo le foto pubblicate dai suoi rapitori che mostrano il pilota, sposatosi da poco, con aria spaventata mentre viene spinto da un gruppo di jihadisti.
RE ABDALLAH II: «TORNI DAI SUOI CARI SANO E SALVO». Il re di Giordania Abdallah II sta «seguendo da vicino e con grande attenzione» tutta la vicenda e si è augurato che al Kassasbe possa ritornare dai suoi cari «sano e salvo».
Anche il segretario generale Onu Ban Ki-moon si è associato alle richieste della famiglie del pilota chiedendo ai jihadisti di «trattarlo secondo le regole del diritto umanitario internazionale».
Intanto sul terreno almeno una sessantina di jihadisti dell'Isis sono rimasti uccisi in scontri con le forze curde nel Nord Est della Siria. Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani i combattimenti hanno opposto i jihadisti ai combattenti delle unità di protezione del popolo (miliziani dell'Ypg) a Qassiab, nella provincia di Hasakeh. Scontri intensi anche a Kobane, la città siriana da settembre sotto attacco dell'isis e difesa strenuamente dai curdi, dove hanno perso la vita altri 14 terroristi.

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