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VATICANO 25 Dicembre Dic 2014 1210 25 dicembre 2014

Papa Francesco, Urbi et Orbi: «Riconciliazione in Ucraina»

Il pontefice: «Troppi massacrati dai nuovi Erode». E invoca la pace in Ucraina.

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Papa Francesco ha dato al mondo e alla città di Roma il suo tradizionale messaggio di Natale, pronunciato dalla loggia centrale di piazza San Pietro, che ha raccolto circa 80 mila persone in attesa della benedizione.
Bergoglio ha pregato per «i nostri fratelli e sorelle dell'Iraq e della Siria, che da troppo tempo soffrono gli effetti del conflitto in corso» e «patiscono una brutale persecuzione». Ha invocato «speranza» per i tanti profughi, auspicando che possano «ricevere i necessari aiuti umanitari» e «fare ritorno nei loro Paesi».

Il tweet di Natale di Papa Francesco.


«IL SIGNORE DIA FIDUCIA AI NOSTRI CUORI». «Possa il Signore aprire alla fiducia i cuori e donare la sua pace a tutto il Medio Oriente, a partire dalla Terra benedetta dalla sua nascita, sostenendo gli sforzi di coloro che si impegnano fattivamente per il dialogo fra israeliani e palestinesi», ha detto Francesco nel messaggio natalizio Urbi et Orbi.
«PACE IN UCRAINA». Bergoglio ha quindi invocato la riconciliazione in Ucraina: «Gesù, Salvatore del mondo, guardi quanti soffrono in Ucraina e conceda a quell'amata terra di superare le tensioni, vincere l'odio e la violenza e intraprendere un nuovo cammino di fraternità e riconciliazione».
«BAMBINI VITTIME DEI NUOVI ERODE». Il pontefice ha rivolto il suo pensiero «a tutti i bambini oggi uccisi e maltrattati». Li ha definiti vittime «degli attuali Erode»: «Il mio pensiero a tutti i bambini, oggi uccisi e maltrattati, sia quelli prima di vedere la luce, privati dell'amore generoso dei loro genitori e seppelliti nell'egoismo di una cultura che non ama la vita, sia quelli che sono sfollati a causa delle guerre e delle persecuzioni, abusati e sfruttati sotto i nostri occhi e il nostro silenzio complice. Il mio pensiero va ai bambini massacrati sotto i bombardamenti, anche là dove il figlio di Dio è nato. Ancora oggi il loro silenzio impotente grida sotto la spada di tanti Erode, sopra il loro sangue campeggia oggi l'ombra degli attuali Erode».
«ASSICURARE ASSISTENZA AI MALATI DI EBOLA». Papa Francesco ha poi pregato per «quanti soffrono per le malattie», in particolare «le vittime dell'epidemia di Ebola, soprattutto in Liberia, in Sierra Leone e in Guinea». «Mentre di cuore ringrazio quanti si stanno adoperando coraggiosamente per assistere i malati e i loro familiari, rinnovo un pressante invito ad assicurare l'assistenza e le terapie necessarie», ha dettto il pontefice.

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