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MESSAGGIO 26 Dicembre Dic 2014 1636 26 dicembre 2014

Ebola, il medico italiano: «Sono un soldato ferito, non un eroe»

Prime parole dopo il ricovero: «Pare che sia riuscito a sconfiggere il nemico».

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Una lettera pubblica, per raccontare la sua drammatica esperienza e far comprendere ancor meglio i rischi connessi alla diffusione del virus Ebola. Il medico italiano ricoverato allo Spallanzani di Roma, per la prima volta, si è fatto ambasciatore delle sue sensazioni.
«Non credo di essere un eroe», ha detto in un messaggio reso pubblico dalla sua Ong, «ma so per certo di non essere un 'untore': sono solo un soldato che si è ferito nella lotta contro un nemico spietato».
«HO BATTUTO IL MIO NEMICO». «Mi hanno raccontato di essere stato in rianimazione, intubato e sedato», ha aggiunto, «so di avere firmato consensi per i protocolli sperimentali poi, dopo questo, non ricordo nulla, mi mancano due settimane, quelle del mio aggravamento, durante le quali mi sono battuto contro il mio nemico: e pare che sia riuscito a batterlo».
«RICORDO IL VIAGGIO DALLA SIERRA LEONE». E ancora: «L'ultima cosa che ricordo della Sierra leone è il viaggio fino all'aeroporto assieme ai colleghi e la partenza sull'aereo dell'Aeronautica militare. Poi l'arrivo in Italia all'interno di un contenitore ermetico e il trasporto all'istituto Spallanzani. Ricordo i primi due o tre giorni trascorsi in isolamento, i farmaci sperimentali che ho iniziato ad assumere».
«DA QUALCHE GIORNO MI MUOVO E LEGGO». «Da qualche giorno sto meglio», ha spiegato entrando nel dettaglio, «lentamente ho ripreso in mano il controllo del mio corpo, riesco a muovermi in autonomia, da qualche giorno ho iniziato a leggere qualcosa di ciò che è stato pubblicato sulla mia vicenda; parole di conforto, di sostegno ma anche parole che possono essere giustificate solo dall'ignoranza».
«UN MOSTRO TERRIBILE, MA CHE SI PUÒ BATTERE». Ebola, ha proseguito, «è un mostro terribile e temibile, ma sono convinto che la sua sconfitta dipenda in larga misura dal fronte che lo ostacola. Spero che questo fronte possa allargarsi e opporsi a Ebola in modo sempre più efficace».

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