Recep Tayyip Erdogan 140930170139
PROVOCAZIONE 26 Dicembre Dic 2014 2230 26 dicembre 2014

Erdogan: «La Turchia è il Paese più libero al mondo»

Il presidente si difende dalle critiche per la censura alla stampa. Esce dal carcere il 16enne arrestato per insulti.

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Recep Tayyip Erdogan, presidente turco.

La Turchia? È il Paese più libero al mondo e da nessuna altra parte del mondo la stampa gode di tanta libertà: parola del presidente Recep Tayyip Erdogan, investito da ondate di critiche per la sua politica nei confronti dell'informazione, nel giorno in cui è stato scarcerato il 16enne che, in un episodio senza precedenti, era stato arrestato per aver «insultato» il capo dello Stato.
«NESSUNO COME NOI». «In nessun altro posto del mondo la stampa è libera come in Turchia e io sono assolutamente sicuro di questa affermazione», ha detto Erdogan in un discorso trasmesso alla televisione in cui ha rigettato l'accusa che il suo regime reprime i media critici. «La stampa è così libera in Turchia che chiunque può lanciare ingiurie, dire male degli altri, calunniare, sostenere posizioni razziste e di odio che nei Paesi democratici non vengono tollerate», ha detto il 'sultano' Erdogan, aggiungendo: «Io l'ho sperimentato sulla mia pelle, come ha fatto anche la mia famiglia».
SCARCERATO IL 16ENNE. Poche ore prima era uscito dalla prigione di Konya, un feudo del partito islamico Akp di Erdogan che sorge nel centro dell'Anatolia, il liceale Mehmet Emin Altunses, che il 24 dicembre ha avuto il destino senza precedenti di essere il primo minorenne arrestato per motivi politici. Il ragazzo, che simpatizza per movimenti di sinistra, è accusato di aver parlato nella sua scuola definendo pubblicamente Erdogan «capo delle ruberie, delle bustarelle e della corruzione». Il ragazzo si è dichiarato «non colpevole» davanti al giudice e il suo avvocato ha fatto presente come le sue affermazioni in realtà circolino da tempo sui social network. Ma questo non è stato sufficiente a farlo scarcerare, e l'opposizione ha subito parlato di «deriva fascista» del regime di Erdogan, che è al potere dal 2002, quando fu eletto premier la prima volta. La liberazione è anche conseguenza della mobilitazione di un gruppo di avvocati, che ha contestato l'arresto del ragazzo come «arbitrario» depositando una richiesta di scarcerazione.
RISCHIA QUATTRO ANNI. Il ragazzo comunque rischia fino a quattro anni di carcere se il ministero della Giustizia deciderà che nel suo caso può esserci luogo a procedere. Negli ultimi due anni dei 12 in cui è stato al potere, Erdogan è stato investito da critiche crescenti in patria e fuori: prima le manifestazioni contro la «deriva autoritaria» e «l'islamizzazione» della Turchia costituzionalmente laica, cuilminate negli scontri di Gezi Park a Istanbul, poi da un poderoso scandalo di corruzione un anno fa. Erdogan accusa il suo 'arcinemico', l'imam suo ex alleato Fehtullah Gullen, di dirigere una campagna orchestrata dagli Stati Uniti e negli ultimi mesi, come risposta, ha emanato una serie di controversi provvedimenti - osservano i suoi detrattori - per irretire l'opposizione e la stampa critica. Recente il caso della chiusura del giornale Zaman di Gullen, con l'arresto di decine di giornalisti.

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