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I DUE FUCILIERI 26 Dicembre Dic 2014 1341 26 dicembre 2014

Marò, il governo indiano: «Tocca alla magistratura esprimersi»

Il portavoce dell'esecutivo di New Delhi: «Non è una questione tra due esecutivi».

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I fucilieri Massimiliano Latorre e Salvatore Girone con una guardia indiana.

Dopo le tensioni sul mancato rientro per Natale di Salvatore Girone, il governo indiano ha parlato della vicenda dei due marò italiani. Il caso dei due fucilieri, ha detto a New Delhi il portavoce del governo indiano «non è solo una discussione fra due esecutivi, ma è un tema all'esame della magistratura indiana» che «deve esprimersi prima che si possa andare avanti». «La giustizia indiana è libera, trasparente e imparziale», ha commentato il funzionario governativo.
POLITICA E GIUSTIZIA SEPARATE. Syed Akbaruddin ha ammesso che «è difficile spiegare a che punto siamo (nei contatti fra i governi, ndr) per il semplice fatto che la questione è all'esame della giustizia». E, ha proseguito, «mentre il governo indiano può avere un punto di vista e considerare varie opzioni, fondamentalmente questa questione è in mano alla giustizia e dovrà andare attraverso un percorso legale ed arrivare ad una decisione della magistratura affinché si possa andare avanti».
IL GOVERNO A FAVORE DELLE RICHIESTE. A mo' di esempio il portavoce ha ricordato che «giorni fa il governo italiano ha cercato di ottenere una estensione della permanenza in Italia di uno dei due Fucilieri» e che «il governo indiano non era contrario a che essa fosse concessa». Ma comunque, ha aggiunto, «la Corte Suprema ha assunto una posizione fortemente contraria a questa richiesta, per cui i legali hanno ritirato l'istanza». Tutto questo, ha concluso, per dire che «si deve capire che questa non è una discussione solo fra due governi, ma coinvolge la giustizia indiana che è libera, trasparente e imparziale e che si formerà una opinione indipendente su quanto è avvenuto».

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