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ESTERI 28 Dicembre Dic 2014 1800 28 dicembre 2014

Isis, in sei mesi 2 mila uccisioni in Siria

L'allarme di un osservatorio umanitario: da giugno 2014 massacrati sunniti, bambini e soldati.

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Miliziani dell'Isis.

Circa 2 mila persone, tra cui la metà esponenti di una influente tribù sunnita, sono state ammazzate in Siria dai miliziani dello Stato islamico (Isis) dalla dichiarazione di nascita, a fine giugno, del Califfato.
Lo ha riferito l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Osdh).
UCCISIONI CON ARMI O PIETRE. L'organizzazione dispone di una vasta rete di fonti civili, mediche e militari e afferma di «aver documentato l'esecuzione di 1.878 persone cadute in mano all'Isis dal 28 giugno al 27 dicembre».
Le vittime sono state uccise a colpi d'arma da fuoco, decapitate o lapidate nelle provincie di Deir Ezzor (Est), Hassaka (Nord Est), Raqqa e Aleppo (Nord), Homs et Hama (Centro).
Dei 1.878 ammazzati, 1.175 sono civili e tra loro vi sono anche quattro bambini e otto donne.
FREDDATI SOLDATI PROASSAD. Inoltre, ha sottolineato l'organizzazione, di questi 930 appartenevano alla tribù sunnita degli Shaitat che si ribellò allo strapotere dell'Isis.
I miliziani dell'Isis hanno anche ammazzato a sangue freddo 502 soldati e miliziani favorevoli al presidente Bashar al-Assad, 120 suoi uomini che avevano cercato di fuggire per tornare ai loro Paesi d'origine e altri 80 combattenti, tra ribelli siriani anti-Assad e membri del gruppo fondamentalista rivale al Nusra, il braccio siriano di al Qaida.
FORSE NUMERO MAGGIORE. L'osservatorio ritiene che il numero reale delle persone giustiziate sia superiore a 1.878 in quanto centinaia di persone sono sparite nelle prigioni dell'Isis.

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