CRONACA 28 Dicembre Dic 2014 0810 28 dicembre 2014

Traghetto in fiamme nel mare Adriatico

Fiamme su una nave partita dalla Grecia per Ancona. Un morto. Ancora 194 persone a bordo. Porte antincendio malfunzionanti. 49 naufraghi a Bari. Foto.

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Domenica di paura nel mare Adriatico. Un traghetto della Norman Atlantic con a bordo 478 persone (di cui 44 italiani), partito dalla Grecia e diretto ad Ancona, è stato avvolto dalle fiamme dopo un incendio che si è sviluppato a partire dai garage in cui erano state parcheggiate oltre 200 automobili (Foto).
Secondo quanto confermato dalla Guardia costiera italiana, c'è una vittima: si tratta di un uomo greco che avrebbe perso la vita mentre tentava di abbandonare la nave con la moglie buttandosi in mare.
Finora 290 persone sono state tratte in salvo. I soccorsi degli altri 188 naufraghi ancora a bordo sono stati resi difficili dal mare mosso, con onde di oltre cinque metri, e dal forte vento di 35-40 nodi. Il traghetto è stato agganciato da un rimorchiatore per essere portato a Brindisi.
NAVE INGOVERNABILE. Sull'imbarcazione c'erano soprattutto autotrasportatori, ma anche alcune famiglie con bambini. Un soccorritore della Capitaneria ha detto che «la situazione si è aggravata quando la nave si è inclinata» ed è stata dichiarata ingovernabile dal capitano, il 62enne italiano Argilio Giacomazzi.
A BORDO 44 ITALIANI. Secondo fonti della compagnia greca Anek, proprietaria del traghetto, gli italiani a bordo sarebbero 44 (di cui 22 membri dell'equipaggio). Alcune donne e bambini sono stati trasferiti all'ospedale di Galatina in lieve stato ipotermico. Altre persone, tra cui una donna incinta, due minori e un ferito, sono stati invece portati a Brindisi.
ALLARME ALL'ALBA, SOCCORSI IMMEDIATI. L’allarme è scattato all’alba quando il traghetto si trovava a una ventina di miglia dalle coste albanesi: le fiamme hanno cominciato ad allargarsi costringendo il comandante a dichiarare l’abbandono della nave.
Immediati i soccorsi dall'Italia e dalla Grecia con elicotteri, motovedette e navi civili. Dopo ore di tentativi, il rimorchiatore Marietta Barretta partito dal porto di Brindisi è riuscito ad agganciare con una cima la prua della Norman Atlantic.

I naufraghi: «Le scarpe fondevano, sembrava il Titanic»

Uno dei primi passeggeri tratti in salvo ha raccontato a una tivù greca: «Le nostre scarpe avevano iniziato a fondersi mentre eravamo nella zona della reception». Un altro ha lanciato l'allarme dal ponte: «Stiamo morendo di freddo e soffochiamo per il fumo, l'incendio si estende sempre di più. I pavimenti sono bollenti, le persone tremano e tossiscono. Bruceremo come topi». Due sorelle adolescenti, ricoverate sotto choc all'ospedale di Brindisi, hanno detto che «sembrava il Titanic».
SEI PROBLEMI NELL'ULTIMA ISPEZIONE. Intanto montano già le prime polemiche. Sei problemi sarebbero stati riscontrati sul traghetto nell'ultima ispezione compiuta sulla nave il 19 dicembre 2014, nel porto di Patrasso, dall'organizzazione internazionale Paris Mou. Lo si legge sul sito dello stesso organismo. I problemi non avevano però comportato il fermo della nave. Il principale riguardava le porte taglia fuoco (Fire doors/openings in fire-resisting divisions) che risultavano sulla scheda dell'ispezione come malfunzionanti.
L'ARMATORE SMENTISCE. Ma Carlo Visentini, armatore del traghetto, ha affermato che i controlli a cui era stata sottoposta la Norman Atlantic «hanno confermato lo stato di piena funzionalità» della nave. «Nel corso dei controlli era stato riscontrato un lieve malfunzionamento» di una delle porte tagliafuoco, che però era stato «immediatamente eliminato».
RENZI RIENTRATO A PALAZZO CHIGI. Qualche ora dopo l'incidente, è intervenuto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ha assicurato l'impegno dell'Italia e della Grecia per risolvere al più presto la situazione ed è rientrato a Palazzo Chigi per seguire la vicenda. Un messaggio simile a quelli mandati dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal governatore della Puglia Nichi Vendola.

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