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CRONACA 29 Dicembre Dic 2014 1645 29 dicembre 2014

Aggredito con l'acido, arrestati la ex fidanzata e un complice

La 23enne, studentessa alla Bocconi: «Mi perseguitava su Fb». Ha agito insieme al suo attuale compagno.

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Martina Levato, la 23enne arrestata insieme con l'attuale compagno Alexander Boettcher per aver aggredito con l'acido l'ex Pietro Barbini.

Una vendetta nei confronti dell'ex fidanzato del liceo che la «infastidiva» con sms e messaggi su Facebook. Sarebbe questa la motivazione che ha spinto Martina Levato, studentessa bocconiana di 23 anni, ad aggredire il 22enne Pietro Barbini, lanciandogli addosso dell'acido. La giovane ha agito insieme all'uomo con cui ha una relazione, Alexander Boettcher, un 30enne che lavora in Borsa per una società immobiliare. Il giudice ha convalidato l'arresto dei due, disponendo la custodia cautelare in carcere.
LA RAGAZZA HA CERCATO DI SCAGIONARE IL COMPLICE. Levato, ascoltata in aula dal giudice di Milano Lorella Trovato durante l'udienza di convalida dell’arresto, ha ammesso il gesto compiuto nei confronti di Barbini, compagno di scuola al liceo Parini di Milano, perché quest'ultimo la«infastidiva e molestava con avance» attraverso sms, messaggi su Facebook e su WhatsApp. Ma ha cercato di scagionare l'attuale fidanzato che, secondo la sua versione, «non era consapevole» delle sue intenzioni. La 23enne non avrebbe fornito invece spiegazioni sulle telefonate al giovane, effettuate per attirarlo in via Giulio Carcano con la scusa della consegna di un pacco. La ragazza è stata riconosciuta dal padre di Barbini mentre si aggirava per i corridoi della Questura in seguito all'arresto di Boettcher, e ulteriori riscontri sul suo ruolo sono arrivati dal racconto della vittima e dall’analisi degli sms memorizzati nel suo telefono cellulare. È stata quindi arrestata nella casa dove vive assieme ai genitori a Bollate, nell’hinterland milanese.
UNA RELAZIONE «MORBOSA E TOTALITARIA». Dalle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Alberto Nobili e dal pm Marcello Musso, emerge però uno scenario più complesso. La polizia, infatti, ha letto i messaggi WhatsApp che Levato e Boettcher hanno inviato dal giugno scorso alla vittima. Soprattutto Martina Levato, studentessa 'modello' quando frequentava il liceo, in questi messaggi avrebbe descritto la relazione 'morbosa e totalitaria' con Boettcher che è stato anche candidato alle ultime elezioni regionali lombarde per la lista '3L', movimento fondato da Giulio Tremonti. Tra l'altro la studentessa ha sul viso una piccola cicatrice a forma di 'A' che si sarebbe fatta incidere come gesto di «eterna dedizione» nei confronti dell'uomo. Il giovane, dopo aver letto dettagli - definiti dagli investigatori «allucinanti» - del rapporto della studentessa con l'uomo sposato, le aveva consigliato di troncare quella relazione.
L'acido è stato invece trovato in una casa affittata da Boettcher, nato in Germania ma residente da anni a Milano, che si era presentato in via Giulio Carcano armato di martello.
PM: «CUSTODIA CAUTELARE UNICA CONSEGUENZA PER UN FATTO TANTO GRAVE». «La conseguenza di un fatto così grave non può che essere la custodia cautelare in carcere», ha spiegato il pm di Milano Marcello Musso intervenendo in aula dopo l'interrogatorio della ragazza. «Martina Levato si è dimostrata una bocconiana reticente, falsa e spocchiosa», ha proseguito. «La sua confessione è tale perché l'hanno beccata con le mani nella marmellata ma non ci ha detto chi ha teso la trappola». Il difensore della studentessa, l'avvocato Paola Bonelli, ha sostenuto la necessità di «valutare la capacità di intendere e di volere» della giovane, opponendosi alla misura della custodia cautelare in carcere che «avrebbe effetti deleteri su una persona che presenta già diverse fragilità».
LA GIOVANE CERCÒ DI EVIRARE UN ALTRO EX IN PRECEDENZA. La giovane arrestata avrebbe tentato nel maggio scorso anche di evirare un altro giovane che studiava con lei all'Università Bocconi di Milano e col quale aveva avuto una frequentazione.
In quell'occasione, secondo quanto riferito nel corso di una conferenza stampa in Questura, la bocconiana diede appuntamento in centro a Milano al ragazzo con cui nel 2013, assieme ad un gruppo di amici, aveva trascorso una vacanza al mare. I due quella sera si appartarono in macchina nel parcheggio di un hotel e iniziarono a spogliarsi e a scambiarsi effusioni amorose. A un certo punto, però, la ragazza avrebbe detto a lui 'chiudi gli occhi, ti devo dare un regalo'. Il giovane li chiuse e poi quando li riaprì improvvisamente vide che Martina Levato aveva in mano un coltello e voleva evirarlo. Il giovane riuscì a proteggersi e venne ferito ad una mano e poi scappò chiedendo aiuto. Sempre stando alle indagini, la giovane uscì anche lei dalla macchina e spiegò alle persone che erano accorse per aiutare il giovane che era stato lui ad aggredirla e a costringerla a salire sull'auto con la forza. In procura a Milano era già stato aperto un procedimento su quanto accaduto mesi fa e la ragazza risulterebbe indagata per lesioni. Ora quel fascicolo è destinato a essere 'riletto' anche alla luce dell'altra aggressione nei confronti di Barbini.

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