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TRAGEDIA 29 Dicembre Dic 2014 1427 29 dicembre 2014

Ravenna, scontro mercantili: ancora quattro dispersi

Non si fermano le ricerche dei marinai turchi. Aperte due inchieste.

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Un naufrago viene soccorso a terra dopo la collisione.

Sono riprese alle prime luci del giorno a Ravenna le ricerche dei quattro marinai turchi, tra cui il comandante e il primo ufficiale, dispersi nello scontro tra due mercantili a circa 3 miglia dal porto. Due le vittime, mentre gli altri cinque componenti dell'equipaggio sono stati soccorsi e trasportati all'ospedale. L'incidente è avvenuto alle 8.40 del 28 dicembre quando la motonave turca si apprestava ad entrare in porto e l'altra ad uscire. Difficili i soccorsi per le proibitive condizioni meteomarine. La motonave 'Gokbel' è affondata, la 'Lady Aziza' - con equipaggio siriano - non ha riportato danni evidenti ed è stata rimorchiata in porto. Sull'incidente sono state aperte due inchieste, della procura e della Capitaneria di porto.
SPERANZE AFFIEVOLITE. Le ricerche dei quattro dispersi non hanno ancora avuto esito: i soccorritori si sono concentrati, anche con l'ausilio di elicotteri, sulla zona sud del litorale, al largo di Cervia e di Cesenatico. Ma si sono ormai ridotte al lumicino le speranze di potere trovare i quattro turchi in vita alla luce delle basse temperature dell'acqua. Non si esclude che comandante e primo ufficiale, anche loro tra i dispersi, siano rimasti intrappolati dentro la nave affondata.
Al largo di Marina di Ravenna sono impegnate nelle operazioni di soccorso due elicotteri dei Vigili del fuoco e della Guardia di finanza, un rimorchiatore e due motovedette della Guardia Costiera. Lo ha riferito in una nota la prefettura di Ravenna, dove in mattinata si è tenuto un summit sulle attività in corso e quelle future, cui hanno preso parte il sindaco e il vicesindaco, il presidente della Provincia, i rappresentanti di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, il presidente dell'Autorità Portuale, i comandanti della Capitaneria di Porto e dei Vigili del Fuoco e i rappresentanti del servizio di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna.
CINQUE MARINAI SALVI. Nel corso dell'incontro è stato confermato che i cinque marinai salvati dalle acque e ricoverati in ospedale non sono in pericolo di vita, mentre per quanto riguarda gli strascichi della collisione è stato evidenziato, dal comandante della Capitaneria di Porto, che «l'ingresso del porto di Ravenna non è pregiudicato dal relitto della nave turca, oggetto di sequestro giudiziario e non suscettibile di immediata rimozione». La Capitaneria di Porto ha diffidato gli armatori delle due navi incidentate ad assumere responsabilità in ordine al loro recupero e all'eventuale attività di bonifica qualora ne emergesse la necessità anche se «non si registrano sversamenti e le condizioni del relitto turco, del quale ieri emergeva la prua, non destano preoccupazioni essendo adagiato sul fondale marino». Ad ogni modo, «sono stati presi dal primo momento contatti con il ministero dell'Ambiente che ha già messo a disposizione un mezzo navale a cura della ditta convenzionata». Quanto alla posizione del relitto, che si trova in prossimità dell'ingresso-uscita del porto di Ravenna, la «situazione continuerà ad essere monitorata»: la Capitaneria ha già emesso avviso ai naviganti e sarà posizionata sul relitto una boa luminosa che ne segnalerà il pericolo.
IPOTESI DI OMICIDIO COLPOSO PLURIMO. Comandanti e ufficiali dei due mercantili potrebbero a breve essere indagati: si tratta di un atto dovuto. Le ipotesi di reato al vaglio della procura ravennate sono il naufragio e l'omicidio plurimo colposo. Al momento le indagini coordinate dal Pm Stefano Stragiotti si sono canalizzate verso la manovra della nave turca definita, in un incontro con i giornalisti al quale ha partecipato anche il procuratore capo Alessandro Mancini, «ancora da decifrare» e che «desta perplessità».

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