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TENSIONE 29 Dicembre Dic 2014 1840 29 dicembre 2014

Svezia, moschea bruciata: cresce l'intolleranza

Il 25 dicembre un altro incendio doloso. L'Imam: «È islamofobia, situazione pericolosa».

 

 

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Un uomo legge il Corano, in una moschea di Amburgo.

Un incendio è divampato nella notte del 28 dicembre nelle sale adibite a moschea di un edificio di Eslov, nel sud della Svezia: si tratta del secondo episodio di questo tipo in meno di una settimana.
Secondo quanto ha affermato la stampa svedese, alle 03:15 i pompieri sono dovuti intervenire perché le fiamme si stavano propagando agli altri locali della moschea dopo che sconosciuti - secondo una prima ricostruzione - hanno fatto filtrare liquido infiammabile all'interno. Il giorno di Natale, una moschea frequentata da una settantina di persone, era andata quasi completamente distrutta causando il ferimento di cinque persone, quando sconosciuti avevano lanciato all'interno attraverso una finestra una bottiglia molotov.
«SI TRATTA DI ISLAMOFOBIA». «Non c'è alcuna possibile spiegazione di quanto accaduto... il fuoco non si sprigiona da solo», ha detto il portavoce dei vigili del fuoco, mentre l'imam locale, Samir Muric, ha aggiunto: «Questa la chiamo islamofobia. Io vivo qui vicino e questa situazione sta cominciano a diventare pericolosa». L'imam si è scagliato contro gli autori di quello che ha definito un attentato: «Pensate a tutte le persone che abitano sopra alla moschea, pensate a cosa hanno rischiato, pensate a come sono spaventate. E nonostante ciò c'è ancora gente che viene in moschea sfidando gli atti di vandalismo e la paura».
EPISODI DI INTOLLERANZA AUMENTATI. Le azioni di intolleranza ai danni di stranieri e simboli religiosi islamici si sono moltiplicati nell'ultimo anno in Svezia, Paese sempre considerato campione di tolleranza e accoglienza, grazie anche alla straordinaria avanzata alle ultime elezioni dei populisti anti-immigrati, i Democratici Svedesi.

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