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ESTERI 30 Dicembre Dic 2014 2126 30 dicembre 2014

Cuba, fonti web: Yoani Sanchez ai domiciliari, fermato marito

Secondo un sito cubano la direttrice del giornale è bloccata in casa. Lei ammette la situazione con un tweet.

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Blogger cubana anticastrista Yoani Sanchez.

«La direttrice di questo giornale, Yoani Sanchez, è in detenzione domiciliare», ha affermato il sito '14 y medio', precisando che il marito della blogger, Reinaldo Escobar, e altre persone «sono state arrestateall'Avana».
La stessa Yoani ha via Twitter sottolineato che il marito è stato portato via «ammanettato da una pattuglia della polizia».
La nota blogger cubana ha inoltre precisato che, oltre al marito, la polizia ha portato via anche Elicier Avila, leader del gruppo dissidente 'Somos mas'.
SOLDATI DAVANTI ALLA CASA. Secondo il sito cubano ha rivelato che «la pattuglia 507 si trova davanti all'abitazione» della Sanchez.
Altri quattro agenti in borghese «controllano gli ingressi», ha affermato d'altra parte il portale web.
I provvedimenti contro Yoani Sanchez e il marito sono arrivati con quelli rivolti contro altri dissidenti, arrestati in coincidenza con una manifestazione-performance preannunciata da Tania Bruguera, artista cubana residente a New York e nota anche in Italia.
Una giornata particolare a Cuba, sullo sfondo della storica svolta annunciata il 17 dicembre nei rapporti con gli Stati Uniti.
YOANI SANCHEZ TWITTA I FATTI. A rendere note le detenzioni di diversi attivisti è stata proprio la Sanchez, sia in prima persona, tramite Twitter, sia su 14 y medio, il sito web da lei fondato. Qualche ora dopo, media dissidenti hanno denunciato di non sapere dove si trovasse la Bruguera: «I suoi familiari sono preoccupati perché non sappiamo dove sia e quali sono le sue condizioni». Nei suoi tweet, Yoani ha denunciato che il marito ed 'editor', Reinaldo Escobar, era stato portato via «ammanettato dalla polizia», così come «altre persone», tra le quali anche Elicier Avila, fondatore del gruppo dissidente 'Somos mas'.
Poi a prendere la parola è stato 14 y medio, denunciando a sua volta «la detenzione domiciliare della direttrice di questo giornale, Yoani» e aggiungendo che «davanti all'abitazione» della blogger c'era una volante della polizia e che «quattro agenti in borghese controllano gli ingressi» della casa.
ALMENO 300 PERSONE IN PIAZZA. Nello stesso articolo, il sito aveva poi precisato che «l'attivista Omar Fayut è riuscito ad arrivare insieme ad altri membri del gruppo oppositore alla plaza de la Revolucion», la storica e sterminata piazza della città, dove si sono incontrati «decine di persone, alcune di gruppi oppositori, oltre a molti giovani». Almeno 300 persone, tra le quali turisti e molti giornalisti.
Ma nessuna traccia né dell'iniziativa, né dell'artista. Sia 14 y medio sia altri media dissidenti hanno nel corso della giornata riferito di avvertimenti fatti dalla polizia a diversi oppositori proprio affinché si tenessero alla larga dell'appuntamento. «Più di una decina di arresti per evitare il 'microfono aperto' della plaza de la Revolucion», hanno per esempio intitolato alcuni media oppositori.
A promuovere l'incontro era stata Bruguera, la quale sulle reti sociali aveva annunciato che intendeva organizzare una «tribuna popolare» in modo che «chiunque» potesse manifestare il proprio pensiero. Iniziativa subito definita una «provocazione politica» dai media ufficiali dell'Avana.

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