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FINE DELL'INCUBO 30 Dicembre Dic 2014 2254 30 dicembre 2014

Norman Atlantic, naufraghi a Brindisi

La nave San Giorgio ha attraccato in porto. Abbracci tra i superstiti e le famiglie.

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Un naufrago della Norman Atlantic nel porto di Brindisi.

Sono tornati a toccare terra sotto la neve di Brindisi. La sera del 30 dicembre, i 212 naufraghi del traghetto Norman Atlantic sono arrivati in porto a bordo della nave San Giorgio della Marina militare con cui sono state portate in Italia anche cinque salme. Cinque delle 11 vittime finora accertate del disastro.
Dopo un'angosciante attesa, i parenti hanno potuto incontrare e riabbracciare le persone di cui avevano perso, dopo i primi complicati contatti telefonici, le notizie da oltre tre giorni.
OSTACOLATI DAL VENTO. I primi naufraghi scesi dalla nave San Giorgio erano stremati da un viaggio che sembrava non finire mai, ostacolato nella parte finale anche dal mare grosso e dal forte vento che ha allungato la navigazione fino al porto di Brindisi. Durante le ultime ore sulla San Giorgio sono saliti, portati da un elicottero, anche alcuni investigatori che hanno raccolto le prime testimonianze.
Al termine delle operazioni di sbarco il comandante della Norman Atlantic, Argillo Giacomazzi e i 22 componenti dell'equipaggio devono essere trasferiti a Bari per essere interrogati dagli inquirenti che conducono le indagini sul disastro avvenuto la mattina di domenica 28 dicembre alle 4.30 davanti alle coste albanesi.
BRINDISI, UN'ATTESA LUNGA UNA GIORNATA. Per tutta la giornata, la città di Brindisi ha atteso l'arrivo della nave della Marina militare partita dal luogo della tragedia solo nel primo pomeriggio. Una trentina di naufraghi, fra coloro che erano stati condotti in Puglia in elicottero nelle fasi iniziali del salvataggio, avevano trovato conforto in un albergo della città.
Nel corso della notte lo stesso albergo, che si affaccia sul porto interno di Brindisi, si è affollato anche da buona parte dei passeggeri giunti a destinazione.
Ai giornalisti hanno raccontato tutta la loro disperazione per un evento drammatico che è destinato a cambiare la loro vita: «Quella nave non era assolutamente adeguata al trasporto di passeggeri», ha detto una donna greca, «e poi l'allarme è stato dato in netto ritardo, solo quando le fiamme avevano già raggiunto il bar. A bordo era il caos».
FOTAGRAFI E TELECAMERE DA TUTTO IL MONDO. Nella tragedia però, si è vista anche una luce, quella negli occhi di Maria, una ragazzina 12enne greca che per ore ha atteso di riabbracciare la madre. «Io sono stata fra le prime a essere messa in salvo», ha raccontato in un inglese impeccabile, «sicuramente non prenderò mai più una nave ma ora quello che voglio è solo riabbracciare mia madre e dirle che le voglio bene».
Le telecamere di tutto il mondo e i flash dei fotografi hanno illuminato per tutta la sera il terminal del porto di Brindisi. Fuori c'era la neve, negli occhi dei naufraghi la stanchezza, ma finalmente anche, dopo la disperazione e la rabbia, un lungo sospiro di sollievo per la fine della loro odissea.

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