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INCIDENTE 31 Dicembre Dic 2014 1511 31 dicembre 2014

Ravenna, scontro mercantili: ridotte le ricerche dei dispersi

Non ci sono più speranze di trovare ancora in vita i quattro marinai turchi della Gokbel. Sommozzatori pronti a cercare i loro corpi nel relitto.

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L'affondamento del mercantile turco Gokbel.

Non ci sono più speranze di trovare ancora in vita i quattro marinai turchi dispersi dopo lo scontro tra i due mercantili avvenuto davanti al porto di Ravenna. In mare, a una temperatura di 10 gradi, le possibilità di sopravvivenza non superano le tre ore: ragione che ha spinto a ridurre il ritmo delle ricerche, assieme alle avverse condizioni meteo, con il mare forza 8 e venti di burrasca da Nord Est. Nel corso della mattinata di mercoledì 31 dicembre una motovedetta della Capitaneria ha tentato di prendere il largo, ma è stata costretta a invertire la rotta all'uscita dal lungo portocanale ravennate. La scarsa visibilità ha impedito anche le perlustrazioni aeree.
CORPI TRASCINATI VERSO SUD DALLA CORRENTE. A tre giorni dalla collisione tra il mercantile turco Gokbel e quello del Belize Lady Aziza, la Capitaneria di Porto di Ravenna ha fatto il punto della situazione in un incontro con i giornalisti. L'ipotesi prevalente è che i corpi siano stati spinti dalla corrente verso Sud: del resto, nei giorni scorsi, una borsa con i documenti marittimi e i giornali di bordo è stata recuperata nei pressi di Misano Adriatico, in provincia di Rimini. Mentre nei pressi di Riccione è stata recuperata una muta. Dal mare sono state recuperate anche due zattere gonfiabili, ma entrambe appartengono a motovedette della Capitaneria e sono finite in acqua a causa del forte vento durante le fasi di soccorso. L'unica zattera gonfiabile della Gokbel individuata finora è quella su cui si erano radunati i naufraghi che sono riusciti a salvarsi, recuperata a terra.
NAVE TURCA PRIVA DI SCIALUPPE. La Gokbel non disponeva di vere e proprie scialuppe, dal momento che le convenzioni internazionali consentono alle motonavi sotto gli 85 metri di avere a bordo solo delle zattere gonfiabili oltre a un rescue boat, una sorta di gommone di salvataggio. Se i quattro marinai turchi dispersi fossero rimasti intrappolati nel relitto, ha precisato la Capitaneria, per poterli individuare sarà necessario ispezionare la nave con i sommozzatori. Il nucleo subacqueo della Guardia costiera di San Benedetto del Tronto è già stato allertato. Le cattive condizioni meteorologiche ne hanno impedito per il momento l'entrata in azione.
SOMMOZZATORI PER CAPIRE LA DINAMICA DELL'AFFONDAMENTO. Il contributo dei subacquei è destinato a essere determinante per individuare la falla che si è aperta nello scafo della Gokbel e quindi per ricostruire la dinamica della collisione e dell'affondamento. I sommozzatori potrebbero anche riuscire a recuperare il Vdr (Voyager data recorder), una sorta di scatola nera della motonave. Ma non è detto che lo strumento ci sia, visto che quel tipo di mercantile non ha l'obbligo di possederlo.
INCHIESTA DELLA PROCURA. Oltre all'inchiesta penale aperta dalla procura di Ravenna, ne è stata aperta una amministrativa da parte della Capitaneria. E se i marittimi turchi hanno già comunicato ai media la loro versione, affermando che l'altro mercantile, una volta entrato in rotta di collisione, non avrebbe risposto alle loro chiamate finendo per speronarli a poppa, i siriani a bordo della Lady Aziza hanno preferito per ora restare in silenzio.

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