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DOPO LA TRAGEDIA 1 Gennaio Gen 2015 1530 01 gennaio 2015

Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi: «Avrei voluto portare tutti a casa»

Il comandante: «Non chiamatemi eroe». Traghetto verso Brindisi. Altri indagati.

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Avrebbe voluto «portarli a casa tutti». Ma non c'è riuscito.
A cinque giorni dalla tragedia del traghetto Norman Atlantic (a bordo del quale è divampato un incendio che ha provocato 11 morti accertati), sono queste le prime parole che il comandante Argilio Giacomazzi ha rivolto il primo gennaio ai giornalisti fuori dalla sua abitazione sulle colline de La Spezia, dov'è rientrato dopo l'interrogatorio durato più di cinque ore presso la procura di Bari.
LIEVE INTOSSICAZIONE. «Sono molto stanco e non chiamatemi eroe», ha aggiunto. «I complimenti non fanno per me, non servono» (leggi le interviste a Gregorio De Falco e a Luciano Canfora).
Argilio Giacomazzi ha precisato di aver bisogno di riposo anche perché soffre ancora di una lieve intossicazione per aver respirato il fumo e di alcune lesioni patite durante il naufragio.
TRAGHETTO VERSO BRINDISI. Nonostante le proibitive condizioni meteo nei pressi della baia di Valona (Albania), il rimorchiatore Marietta Barretta che ha agganciato il Norman Atlantic ha iniziato la navigazione.
Le imbarcazioni dovrebbero raggiungere Brindisi nella mattinata di venerdì 2 gennaio.
LA PROCURA: ALTRI INDAGATI. Intanto fonti giudiziarie hanno fatto sapere che sono in corso di identificazione, per essere indagati, membri dell'equipaggio del Norman Atlantic che avrebbero avuto ruoli di responsabilità nelle fasi di imbarco di passeggeri e mezzi, e in quelle dell'evacuazione dopo il rogo.

Slitta l'inizio degli accertamenti medico-legali

Bari: un naufrago del traghetto Norman Atlantic (29 dicembre 2014).

Potrebbe slittare al 2 gennaio l'inizio degli accertamenti medico-legali sulle salme delle vittime.
Fonti legali degli indagati e dei familiari dei passeggeri deceduti hanno riferito di non aver ricevuto ancora alcuna notifica relativa alle autopsie.
La procura di Bari ha affidato l'incarico ai medici legali Alessandro Dell'Erba e Biagio Solarino.
RICONOSCIUTI SOLO QUATTRO. Dal 31 dicembre nell'istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari ci sono le salme di nove delle 11 vittime accertate nel naufragio (due corpi non sono stati ancora recuperati). Solo quattro, tuttavia, sono state formalmente riconosciute e identificate. Si tratta dei due autotrasportatori napoletani Michele Liccardo di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34, di un sacerdote georgiano e di un cittadino turco. Tra le cinque salme non identificate c'è il corpo di una donna, l'unico che presenterebbe segni di ustioni e bruciature, tuttavia compatibili con lesioni da assideramento.
Solo le autopsie potranno stabilire con certezza le cause dei decessi, se legati all'incendio sulla motonave, ad annegamento oppure all'assideramento nelle fasi di trasbordo durante i soccorsi.
IPOTESI OVERBOOKING. Nel mirino degli inquirenti c'è l'ipotesi di overbooking: è molto probabile che a bordo viaggiasse un carico più pesante, o comunque peggio disposto, rispetto a quanto previsto dalle norme. Secondo la testimonianza di un passeggero inglese, durante l'emergenza non ci sarebbe stata traccia dei membri dell'equipaggio.

Due incendi in un mese per la compagnia Anek Lines

Un elicottero della Marina Militare soccore il traghetto Norman Atlantic.

Quello del Norman Atlantic è stato il secondo incendio in meno di un mese che si è verificato a bordo di un traghetto che opera sulla rotta Italia-Grecia per conto della Anek Lines.
Il 30 novembre a 25 miglia da Brindisi, un rogo era divampato nella sala macchine dello Ierapetra L. diretto a Igoumenitsa. La nave si stava recando in Grecia per rimessaggio. L'equipaggio riuscì a domare le fiamme e a evitare conseguenze. Fu stabilito il rientro nel porto di Brindisi del traghetto che fu poi rimorchiato al Pireo.
Anek Lines è la azienda di trasporto marittimo che, a quanto si è appreso, aveva noleggiato da Visemar la Norman Atlantic per sostituire una nave della propria flotta che opera sulla tratta Igoumenitsa-Ancona anch'essa in rimessaggio.
In seguito all'incendio del 30 novembre sullo Ierapetra L., a largo di Brindisi vi fu l'intervento della Capitaneria di porto per aiutare i 23 membri dell'equipaggio a spegnere le fiamme.

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