Palermo Guardia Costiera 140815171958
SOCCORSI 2 Gennaio Gen 2015 1827 02 gennaio 2015

Cargo Ezadeen, 450 migranti in salvo

Concluse le operazioni. Nave rimorchiata e condotta in porto a Corigliano Calabro.

  • ...

Una barca della guardia costiera.

Sono stati salvati in 450, dopo che il cargo su cui viaggiavano era stato abbandonato dall'equipaggio al largo di Capo di Leuca nello Ionio. La disavventura dei migranti passeggeri del mercantile Ezadeen, battente bandiera della Sierra Leone, si è conclusa all'alba del 2 gennaio.
L'elicottero HH-139 dell'84° Centro ricerca e soccorso, lo stesso che era intervenuto in aiuto dei naufraghi della Norman Atlantic e di quelli della Blue Sky M, ha calato il personale della Capitaneria di porto e della Guardia costiera, perché prendesse il controllo della nave e la portasse in sicurezza.
CARGO PRESO AL TRAINO. Il cargo è stato preso al traino dalla nave islandese Triton e si è diretta verso Corigliano Calabro, dove ha attraccato intorno alla mezzanotte del 3 gennaio. Le operazioni di accoglienza e soccorso sono coordinate dalla Prefettura di Cosenza.
Il personale della Guardia costiera salito a bordo non ha riscontrato situazioni di particolare preoccupazione per la salute dei circa 400 migranti, tra cui donne e 50 bambini, che si trovavano nella stiva.
L'approdo in porto è atteso intorno alle 23.30.
NAVI DISMESSE PER I VIAGGI DELLA SPERANZA. Per questo tipo di viaggi, gli scafisti usano navi dismesse da due-tre anni e finite, non si sa come, nella mani dell'organizzazione che gestisce l'immigrazione irregolare in Italia e una volta impostata la rotta, o comunque dopo avere dato i rudimenti di navigazione a qualcuno dei migranti a bordo, abbandonano la nave.
Il nuovo sistema viene utilizzato soprattutto per trasportare migranti provenienti dalla Siria, e che è lo stesso messo in atto con il cargo Ezadeen.
SIRIANI DISPOSTI A SPENDERE 8.000 EURO. Una metodica già nota alla Guardia costiera calabrese che si è trovata ad affrontare casi analoghi volte nel recente passato. «Adesso», hanno spiegato alla Guardia costiera, «è cambiata la tipologia degli sbarchi. Prima avvenivano prevalentemente nel periodo estivo e con vecchie carrette del mare. Adesso utilizzano grandi navi, anche di 100 metri, che consentono di affrontare il mare grosso invernale. Questo avviene anche perché i profughi siriani sono disposti a pagare di più, anche 8.000 dollari a testa, ma pretendono mezzi sicuri».
La nuova metodologia di sbarco è molto rischiosa. La nave, priva di comando, infatti può andare a scontrarsi sulle coste.
SOCCORSI IN CONDIZIONI PROIBITIVE. Inoltre espone a rischio gli operatori della Guardia costiera costretti a salire a bordo in condizioni meteo marine spesso al limite, come nel caso del cargo Ezadeen, dove hanno dovuto calarsi dagli elicotteri.
In più costituisce un problema per la gestione degli spazi nei porti. Solo a Crotone ci sono due mercantili giunti in Italia senza equipaggio (e altrettanti sono in Puglia) riducendo l'agibilità del porto. Tant'è che uno dei motivi che ha indotto a condurre il cargo Ezadeen nel porto di Corigliano, invece che in quello di Crotone, oltre alla vicinanza, è stato la necessità di non occupare un altro spazio che avrebbe impedito l'ormeggio di navi commerciali.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso