Reattore Nucleare Centrale 130416194553
AMBIENTE 2 Gennaio Gen 2015 1900 02 gennaio 2015

Deposito per nucleare, ok da Sogin per mappa

Via libera a localizzazione per siti potenzialmente idonei: entro tre mesi la pubblicazione.

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Il reattore nucleare del centro ricerche Enea di Casaccia, vicino a Roma.

Via libera per la Carta delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito nazionale nucleare per circa 75 mila metri cubi di rifiuti radioattivi a bassa e media intensità.
La Sogin (la società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi) ha consegnato la mappa all'Ispra, che entro sessanta giorni dovrà verificare il rispetto dei criteri indicati nella 'Guida tecnica per la localizzazione' e poi validarla.
INVESTIMENTO DI 1,5 MILIARDI. Successivamente, nell'arco di un mese, è atteso il nulla osta dei ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico per rendere pubblica la carta e il progetto preliminare.
Si stima un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro per la realizzazione, circa 1.500 occupati l'anno per quattro anni e 700 posti di lavoro per la gestione.
Sogin, entro i sette mesi indicati dalla pubblicazione della Guida tecnica dell'Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale), ha stilato la mappa rispettando i 15 criteri di esclusione delle aree su cui potrà essere costruito il deposito all'interno di un Parco tecnologico (un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, per attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato).
NO AD AREE NATURALI PROTETTE. Escluse aree vulcaniche attive o quiescenti, località a 700 metri sul livello del mare o ad una distanza inferiore a cinque chilometri dalla costa, aree a sismicità elevata, a rischio frane o inondazioni e le 'fasce fluviali', dove c'è una pendenza maggiore del 10%.
No ad aree naturali protette, che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati, quelle a distanza inferiore di un chilometro da autostrade e strade extraurbane principali e ferrovie.
INDAGINI A VARI LIVELLI. Individuate le aree potenzialmente idonee, ci saranno successive indagini a livello regionale e valutazioni socio economiche.
Dopo il via libera dei ministeri, partirà la consultazione pubblica, che culminerà in un seminario nazionale, dove saranno invitati a partecipare tutti i soggetti coinvolti e interessati.
Secondo il direttore generale dell'Ispra, Stefano La Porta, alcune zone potrebbero candidarsi perchè questa volta l'approccio è trasparente.
Quindi si dovrebbero evitare le contestazioni del 2003 quando la protesta di Scanzano Jonica, in Basilicata, individuata da governo per costruire un deposito interrato, costrinse l'esecutivo a rinunciare.

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