Andrea Loris Stival 141218200130
CRONACA 2 Gennaio Gen 2015 1815 02 gennaio 2015

Loris, scontro in aula: decisione Riesame il 3 gennaio

Tribunale ancora riunito per decidere su scarcerazione della madre, in lacrime durante udienza.

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Santa Croce Camerina (Ragusa): la corona a forma di cuore con la scritta «la mamma Veronica» (18 dicembre 2014).

La decisione è attesa entro le 12 del 3 gennaio.
Resta riunito per deliberare, dopo due 'udienze fiume', la prima di 12 ore il 31 dicembre e la seconda di quasi sei ore il 2 gennaio, il tribunale del Riesame di Catania che deve pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione presentata dal legale di Veronica Panarello, la 26enne accusata di avere ucciso a Santa Croce Camerina, il figlio Loris di 8 anni.
SCONTRO IN AULA. Lo scontro in aula tra accusa e difesa è stato intenso e lungo.
La procura di Ragusa ha confermato la sua ricostruzione basata anche sui filmati delle 41 telecamere di sistemi di sorveglianza presenti nel paese del Ragusano che, hanno ribadito i pm, «dimostrano senza dubbio che quel giorno la mamma non ha accompagnato il figlio a scuola» e che «non ha seguito lo stesso percorso dei giorni precedenti».
VERONICA HA RIBADITO INNOCENZA. La donna ha sempre negato, anche davanti ai video, sia al gip di Ragusa, che ne ha ordinato l'arresto, che ai giudici del tribunale del Riesame di Catania.
Presente in aulaVeronica Panarello ha ribadito la sua innocenza.
E anche il 2 gennaio ha avuto un cedimento davanti alle immagini proiettate in aula del figlio morto: si è messa a piangere.
SEDUTA SOSPESA. I giudici hanno sospeso per circa un quarto d'ora l'udienza, che è poi ripresa regolarmente.
Ed è ripresa con uno scontro tra le due tesi antitetiche.
La difesa, con l'avvocato Francesco Villardita, ha «contestato tutti i punti dell'ordinanza con memorie e consulenze perché ci sono diverse criticità».
Secondo una perizia di un consulente del penalista, infatti, il decesso del bambino sarebbe avvenuto non tra le 9 e le 10 del mattino, come sostiene l'accusa, ma diverse ore dopo, scagionando quindi la mamma che era a Donnafugata a seguire un corso e poi a scuola a prendere Loris.
PERIZIE CONTRARIE A DIFESA. Una tesi che è stata contestata con fermezza dalla procura, che sostiene le perizie eseguite da due medici legali, uno dei quali un esperto del settore della polizia scientifica di Roma.
Per il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Marco Rota «tutti gli indizi sono univoci e portano a Veronica Panarello».
Comprese le fascette di plastica con le quali sarebbe stato strangolato Loris, compatibili con quelle che la donna ha consegnato due giorni dopo l'uccisione a due maestre del piccolo che erano andate a trovarla a casa.
L'avvocato Villardita ha spiegato che deve essere presa in questione la «rilettura di alcune dichiarazioni» già agli atti dell'inchiesta e valutate dalla procura.
Tra queste quelle di una donna che subito dopo la scomparsa disse di avere visto Loris e di averci parlato, intorno alle 9.30, vicino a una fontana del paese.
Ma risentita dagli investigatori successivamente avrebbe precisato di non essere certa del giorno.
MARIO DISTANTE. A conclusione dell'udienza le posizioni di accusa e difesa sono rimaste «ferme e opposte» tra loro, come ha confermato l'avvocato Villardita.
Molto lontani ancora i contatti tra Veronica e la sua famiglia.
Il marito non è andato a trovarla, come lei aveva sperato e chiesto.
Vicino le sono rimasti la zia materna, Antonella Stival, che ha chiesto «l'esame del Dna di tutti quelli che conoscevano Loris».

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