CRONACA 2 Gennaio Gen 2015 0834 02 gennaio 2015

Norman Atlantic, il relitto arriva a Brindisi

Il procuratore: «Non più di 15 dispersi». Scatola nera recuperata. Altri 4 indagati.

  • ...

È ormeggiato nel porto di Brindisi il relitto del Norman Atlantic, rimorchiato dal Marietta Barretta e scortato da altri due rimorchiatori italiani.
Mentre si concludono le operazioni di attracco, gli investigatori e i tecnici attendono di effettuare le valutazioni per stabilire se sarà possibile eseguire subito un sopralluogo a bordo o se invece dovrà essere rinviato di qualche ora dopo la messa in sicurezza del traghetto dal quale fuoriesce ancora fumo. Le procedure di stabilizzazione sono state effettuate dagli equipaggi dei rimorchiatori della società brindisina Barretta con dei pontoni galleggianti.
Il pm Ettore Cardinali al termine del sopralluogo fatto sulla nave ha dichiarato che «al momento nella parte interna del Norman Atlantic non è possibile per questioni di sicurezza poter entrare e verificare il contenuto ed eventuali altri corpi che non si esclude ci siano».
«NON PIÙ DI 15 DISPERSI». Il procuratore di Bari Giuseppe Volpe ha dichiarato incontrando alcuni giornalisti che «la più ottimistica delle previsioni è di una decina di dispersi». Il numero comunque «non supera le 10-15 unità».
«I numeri ufficiali sui dispersi» - ha aggiunto - «si potranno sapere quando la Grecia si deciderà a darci una lista d'imbarco attendibile, perché la Grecia ha tempi molto molto lunghi». I calcoli del procuratore partono sempre, ha spiegato il procuratore, «dai 499 che sembravano all'inizio gli imbarcati, compresi i 18 overbooking e i tre clandestini accertati. Se si tolgono i 477 che sono stati salvati e gli 11 deceduti» - ha aggiunto - «si arriva a un numero di dispersi che non supera le 10-15 unità a seconda dell'attendibilità che si attribuisce alla lista d'imbarco in nostro possesso».
RECUPERATA LA SCATOLA NERA. È stata recuperata il 2 gennaio la scatola nera del traghetto, il primo elemento fondamentale per accertare le cause dell'incendio e la dinamica dei fatti. Il pm Ettore Cardinali ha lasciato il traghetto sul quale era salito insieme ad un pool di investigatori.
Il traghetto è arrivato al largo delle cose italiane dopo molte ore di navigazione, con un percorso avviato alle 16:30 dell'1 gennaio, agganciato dal rimorchiatore Marietta Barretta. Nel piccolo corteo di navi ci sono anche altri due rimorchiatori: l'Asmara e il Tenax.
QUATTRO NUOVI INDAGATI. La procura di Bari ha formalmente iscritto nel registro degli indagati altre quattro persone (dopo il comandante e l'armatore, nei giorni scorsi) nell'ambito delle indagini sul naufragio del Norman Atlantic: si tratta di due membri dell'equipaggio e di due rappresentanti della ditta greca noleggiatrice, la Anek Line.

Il comandante: colpe anche della compagnia

Sul traghetto non sono state rispettate le regole di evacuazione, ma «una cosa è la colpa nautica, un'altra quella commerciale»: le frasi pronunciate dal comandante Argilio Giacomazzi ai pm, secondo alcuni stralci di verbali pubblicati sul Corriere della Sera e Repubblica, sembrano confermare che a pesare è stato anche il sovraccarico nel garage, dovuto all'overbooking praticato dalla compagnia, e che dalla Grecia non sono arrivate risposte alle sue richieste di aiuto.
IL COMANDANTE: «ORDINI NON RISPETTATI». Il comandante ha segnalato alcune gravi irregolarità nella gestione delle scialuppe da parte di membri dell'equipaggio che non avrebbero rispettato i suoi ordini. «Ho dato l'ordine di approntarle», ha dichiarato, «ma non di ammainarle». Su di ognuna «possono salire al massimo tre componenti dell'equipaggio» ma su quella calata in mare, peraltro senza autorizzazione, ce n'erano «almeno tre». Il comandante, ha precisato, «non ha funzioni di polizia» sulla nave: «Io do disposizioni, ma non posso fare nulla se non vengono rispettate».
«HO FATTO IL MIO DOVERE». Il suo obiettivo, ha aggiunto, «era non far affondare la nave». E spiega: «Ci sono riuscito. Ho fatto il mio dovere, nessun eroismo. Mi ha fatto molto male che ci siano state delle vittime, quello che è successo è una tragedia, ma mi dico che chi ha seguito le istruzioni che abbiamo dato si è salvato; purtroppo in quei momenti il panico può spingerti ad azioni incontrollate».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso