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INCHIESTA 3 Gennaio Gen 2015 1851 03 gennaio 2015

Aereo malese AirAsia Qz8501, non poteva decollare

Il volo precipitato il 28 dicembre non aveva i permessi di decollo per quel giorno.

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Pangkalan Bun (mare di Java): resti del volo Air Asia QZ8501.

Il volo AirAsia Qz8501, che si è schiantato il 28 dicembre in Indonesia, non sarebbe mai dovuto decollare perché senza licenza per quel giorno.
Il 3 gennaio, giorno che ha fatto segnare il ritrovamento di due grosse parti del relitto nel mare di Giava, e con il recupero dei corpi frenato dal maltempo, un nuovo inquietante dettaglio è emerso in una vicenda costata 162 vite, sollevando importanti questioni sulla sicurezza, le norme e le infrastrutture di controllo di un settore aereo che nell'ultimo decennio ha visto un boom del traffico nel popoloso arcipelago.
VOLO QUOTIDIANO FINO A OTTOBRE. Secondo il ministero dei Trasporti di Giakarta, la compagnia aerea malese, che in Indonesia opera sotto il nome di un'affiliata locale, era autorizzata a volare quotidianamente sulla tratta Surabaya-Singapore fino a ottobre 2014. Per la stagione invernale, tuttavia, il permesso era limitato alle giornate di lunedì, martedì, giovedì e sabato. E l'incidente è avvenuto di domenica.
Mentre non è ancora chiaro come l'AirAsia abbia potuto proseguire con voli giornalieri senza autorizzazione, le autorità hanno immediatamente sospeso il permesso per quella rotta, che sul sito della compagnia è ora «non disponibile».
Nel frattempo, nel mare di Giava prosegue il lento recupero dei detriti dell'Airbus 320-200 e dei corpi. Finora ne sono stati recuperati 46, ma solo tre di essi sono stati identificati, prolungando lo stillicidio di dolore per i familiari.
INDIVIDUATI DUE GROSSI PEZZI DEL RELITTO. Quanto al relitto, i sonar impiegati dalla task force multinazionale, composta da decine tra navi e aerei, hanno individuato due «enormi pezzi» sul fondale a 30 metri di profondità. Il persistere del maltempo causato dai monsoni, con correnti impetuose e onde alte fino a cinque metri, ha però impedito finora il ripescaggio. Le scatole nere, che contengono informazioni cruciali per far luce sulle cause del disastro, non sono state ancora localizzate.
L'incidente è avvenuto pochi minuti dopo la richiesta del volo Qz8501 di salire di quota per evitare delle nubi temporalesche. In base ai dati finora pubblicati, la maggior parte degli esperti crede che l'aereo sia entrato in fase di stallo dopo un'ascesa troppo verticale, che avrebbe fatto perdere il controllo ai due piloti. Altri ipotizzano tuttavia che il volo abbia quasi completato un atterraggio di emergenza sull'acqua, finito male sotto la forza delle onde.
I MOTORI POTREBBERO ESSERSI GHIACCIATI. Secondo un rapporto dell'agenzia meteorologica indonesiana, l'eventualità «più probabile» è che i motori dell'Airbus si siano ghiacciati in quella sacca di estremo maltempo.
In ogni caso, le rivelazioni sul contesto dell'incidente stanno mettendo sempre più sotto esame il settore aereo in Indonesia (240 milioni di abitanti), che più di ogni altro Paese nella regione ha visto una crescita esponenziale dei voli nell'ultimo decennio.
Oltre alle disposizioni disattese dalla AirAsia, la regina delle low-cost con lo slogan «Ora tutti possono volare», c'è anche il fatto che la richiesta dei piloti del Qz8501 abbia avuto risposta solo dopo due minuti, quando l'aereo era già sparito dai radar. Risposta che peraltro fu negativa, dato che nella zona stavano viaggiando altri sei aerei.

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