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MALATTIA 3 Gennaio Gen 2015 0828 03 gennaio 2015

Morto Abu Anas al-Libi, terrorista libico di Al Qaeda

Accusato degli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania nel 1998.

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Il terrorista libico Abu Anas al-Libi.

Abu Anas al Libi, uno dei leader di al Qaeda catturato con un blitz Usa a Tripoli nell'ottobre del 2013, è morto per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute mentre attendeva il processo a New York per gli attentati alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania nel 1998. La notizia è stata riferita dai media americani.
CANCRO AL FEGATO. All'uomo, il cui vero nome è Nazih Abdul Hamed al Ruqai, era stato diagnosticato un cancro al fegato in fase avanzata, come ha scritto il Washington post, ed era ricoverato in un ospedale di New York, dove era stato trasportato dal Metropolitan Correction Center.
Il suo avvocato, Bernard Kleinman, ha affermato che le condizioni del suo assistito si erano sensibilmente deteriorate dall'inizio di dicembre, tanto che lo hanno portato alla morte in un ospedale nell'area di New York.
Un giudice federale di Manhattan aveva fissato la selezione dei giurati per il suo processo in programma il 12 gennaio e aveva rifiutato di separare il caso di al Libi dagli altri due co-imputati, nonostante le sue condizioni di salute.
LA MOGLIE: «GLI USA HANNO UCCISO UN INNOCENTE». Gli Stati Uniti hanno «rapito, maltrattato e ucciso un uomo innocente. Non aveva fatto niente», ha detto alla Ap Um Abdullah, la moglie dell'esponente di al Qaeda.
Al Libi, ha riferito la moglie, era stato sottoposto a un intervento chirurgico tre settimane prima del decesso, ma era stato rispedito troppo rapidamente in carcere. «La sua voce era debole», ha raccontato la donna riferendo della loro ultima conversazione avvenuta giovedì primo gennaio.
Il giudice a cui fa capo il processo era stato avvertito di recente del peggioramento delle condizioni di salute dell'uomo. «Informiamo la corte che nonostante le cure dell'ospedale, le sue condizioni stanno deteriorando rapidamente», aveva scritto il procuratore generale di New York, Preet Bharara, sottolineando che le autorità erano in costante contatto con il legale di al Libi, un imam.
CACCIA ALL'UOMO LUNGA 15 ANNI. Nazih Abdul Hamed al Ruqai fu catturato dopo una caccia all'uomo durata 15 anni, due anni dopo la morte di Osama bin Laden. Gli Stati Uniti lo hanno accusato di aver aiutato la «sorveglianza visuale e fotografica» delle ambasciate di Nairobi nel 1993 e nel 1995.
Nel 1998 una bomba nell'ambasciata ha ucciso 200 persone. Dieci persone morirono lo stesso giorno per un attacco all'ambasciata americana in Tanzania. Secondo gli Stati Uniti, al Libi avrebbe complottato con i leader di al Qaeda per gli attacchi a obiettivi americani come ritorsione per l'operazione di peacekeeping in Somalia.
Nato a Tripoli, al Libi entrò a far parte dell'organizzazione guidata da Osama bin Laden negli Anni 90, quando il gruppo terroristico aveva ancora sede in Sudan. Pochi anni dopo, al Libi si trasferì in Inghilterra, chiedendo asilo politico come dissidente libico. Non è chiaro perché poi sia tornato in patria, anche se le autorità ritengono che con la caduta di Muammar Gheddafi il Paese sia diventato una sorta di paradiso per i miliziani, che possono muoversi liberamente.
Si trovava già in Libia nel settembre 2012, quando fu attaccato il consolato americano di Bengasi, ma si ritiene che in quell'occasione non abbia avuto alcun ruolo nell'attentato.

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