Oleodotto Fiumicino Sequestro 150103114549
AMBIENTE 3 Gennaio Gen 2015 1135 03 gennaio 2015

Sequestrato l'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino

A novembre sversamenti di cherosene dopo furti. Il gip: «Garantire sicurezza».

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La zona nei pressi di Fiumicino dove passo l'oleodotto.

Il gip del Tribunale di Civitavecchia, Massimo Marasca, ha disposto il sequestro dell'oleodotto Civitavecchia-Fiumicino, oggetto di alcuni furti nel novembre 2014, che hanno procurato danni ambientali per lo sversamento di cherosene, «finché non saranno installati adeguati sistemi di controllo atti ad impedire ulteriori reati».
Un'operazione che potrebbe richiedere tempo, forse anche qualche settimana, durante le quali potrebbero essere utilizzate autobotti o anche un altro oleodotto, già in uso per un anno durante alcune operazioni di manutenzione nel 2010. All'aeroporto di Fiumicino al momento è tutto tranquillo, grazie alle scorte di cherosene che consentono di rifornire senza problemi gli aerei dello scalo romano.
MORIA DI PESCI E UCCELLI. Il provvedimento è stato effettuato dai carabinieri del Noe al termine dell'indagine avviata dal procuratore di Civitavecchia, Gianfranco Amendola e al momento è contro ignoti. I prelievi e gli accertamenti tecnici, effettuati tra gli altri anche dall'Arpa Lazio, hanno evidenziato il danno ambientale su terreni e acque superficiali a Palidoro e Maccarese, nel comune di Fiumicino, con conseguente moria di pesci, uccelli e mammiferi acquatici.
Questioni di sicurezza, dunque, non solo per la flora e la fauna locale ma anche per la 'salute umana', come scrive il gip.
CHEROSENE SULLA SPIAGGIA DI PASSOSCURO. Il 6 novembre, infatti, e poi di nuovo il giorno successivo, la condotta che dalla raffineria portuale rifornisce di cherosene per aviazione il principale scalo romano, era stata oggetto di alcuni tentativi di furto di carburante. La scoperta era stata fatta l'indomani mattina quando il liquido si era riversato sulla spiaggia di Passoscuro, nei canali tra Maccarese e Palidoro e nel fiume Arrone provcando seri danni ambientali e inondando l'aria di un forte odore acre. La Guardia costiera, i vigili del fuoco, i carabinieri e i tecnici dell'Eni, proprietaria dell'oleodotto, erano riusciti a bloccare la fuoriuscita di carburante.
Il tribunale di Civitavecchia, su denuncia proprio dell'Eni, aprì un'inchiesta coordinata dallo stesso procuratore Gianfranco Amendola.
AMBIENTALISTI SODDISFATTI, COMUNE PARTE CIVILE. Soddisfatte della decisione del tribunale le associazioni ambientaliste, Lipu e Wwf in testa, mentre il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, ha annunciato che il suo comune intende costituirsi parte civile nel processo giudiziario.
Fu proprio il primo cittadino, a novembre, a emettere alcune ordinanze, una per il divieto di caccia e pesca e una per evitare l'uso dell'acqua inquinata per irrigare. «Un disastro senza precedenti», lo aveva definito Montino, dopo aver visto le immagini di pesci e nutrie riversi esanimi sulle sponde dei canali.
Attesa nel giro di pochi giorni la Conferenza dei servizi che, sulla base del piano presentato dall'Eni, deve dare il via alla bonifica vera e propria delle aree interessate, mentre l'ente si appresta ad installare innovativi sistemi di monitoraggio a prova di ladro.

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