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INTERVISTA 3 Gennaio Gen 2015 1107 03 gennaio 2015

Shopping sfrenato, come sopravvivere durante i saldi

La smania di acquisti? Una malattia. Tipo il gioco d'azzardo. Colpisce le donne. Peggiora sul web. La psicologa Valorzi a L43: «Non portate le carte di credito».

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Pronti-via, sono scattati i saldi. E con loro la smania di acquistare qualsiasi cosa, che serva o meno.
Come si fa a capire se si è malati di shopping? «Non vedere l'ora di uscire dal lavoro a comperare un vestito e dilapidare lo stipendio sono alcuni sintomi», spiega a Lettera43.it Serena Valorzi, psicologa e psicoterapeuta di Trento, specializzata in nuove dipendenze, responsabile della Società italiana di intervento sulle patologie compulsive per le sedi di Bolzano e Trento dal 2003 al 2007.
Se ne parla meno del gioco d'azzardo, che è più conosciuto anche grazie alle campagne di sensibilizzazione e i gruppi d'ascolto, ma è un fenomeno in aumento anche grazie ai siti di shopping online.
RICEVERE LE NEWSLETTER È RISCHIOSO. Circa sette compratori compulsivi su 10 sono iscritti in media a due siti di e-commerce come Groupon, Buyvip o Amazon e ne ricevono la newsletter, che tende a aumentare le probabilità di sviluppare la dipendenza di shopping del 3,2%.
A dirlo è un'analisi statistica del 2012 di Angela Ojetti della Facoltà di economia della Luiss di Roma.
MEGLIO FARE UNA LISTA DI CIÒ CHE SERVE. Le più colpite sono le donne, che hanno l'8% di probabilità in più di sviluppare la dipendenza.
Per non scialacquare il portafogli durante i saldi si può «non portare le carte di credito, andare per negozi con qualcuno che ci freni, prima di acquistare fare la lista di quello che serve veramente, passeggiare per la città quando i negozi sono chiusi», consiglia Valorzi.

Una vetrina allestita per i saldi e, nel riquadro, la psicologa Serena Valorzi.


DOMANDA. Cos'è lo shopping patologico?
RISPOSTA. Acquisto smodato, per esempio, di vestiti, magari lo stesso modello di taglie e colori diversi. Accumulare senza neanche togliere il cartellino.
D. È come il gioco d'azzardo?
R. Sì, crea dipendenza. Compro un vestito per sentirmi bella come le donne delle pagine patinate, anche di taglie che non mi stanno.
D. Perché?
R. In previsione di dimagrire, per apparire più affascinanti.
D. Qual è l'origine di questa malattia?
R. Bisogno profondo di riempire un vuoto affettivo, relazionale o di gestione delle emozioni. Mancanze colmate con l'acquisto di vestiti.
D. Fascia d'età più colpita?
R. Trentenni. Magari single e con un buon lavoro, ma che si sentono inadeguate. Ma negli ultimi anni il fenomeno riguarda anche le adolescenti.
D. E gli uomini?
R. Noto tra i miei pazienti che sono in aumento, soprattutto attirati dall'e-commerce
D. I saldi che ruolo giocano per i malati di shopping?
R. Sono una spinta alla smania di acquisto. Ci sono persone che durante l'anno si controllano e poi durante i saldi spendono cifre ingenti, a seconda anche dello stress in quel periodo.
D. I primi indizi di essere malati?
R. Ci si rende conto solo in fase acuta, quando si spende tutto lo stipendio e non ci sono ci soldi per le bollette o per il mututo.
D. Addirittura?
R. Sì. E poi ci sono gli sbalzi d'umore. Quando si è tristi si compra. E dopo ci si sente in colpa.
D. Fascia d'età di persone che si rivolge allo psicologo?
R. Dai 25 ai 35 anni. La gente si vergogna a parlarne, quindi il problema rimane tra le mura domestiche.
D. Si guarisce? E in quanto tempo?
R. Dipende dai casi, ma possono bastare un paio di sedute. Il problema è curare il disagio che porta allo shopping.
D. Internet incentiva la compulsione?
R. Chi va in negozio e chi compra su internet sono persone diverse.
D. Cosa cambia?
R. Nel primo caso si è attirati dal bel negozio, dal fatto che le commesse ci conoscono, dal poter toccare gli oggetti.
D. E sul web?
R. Si è affascinati dall'affare, dallo sconto. È più facile spendere online: può diventare come il gioco d'azzardo.

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