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CASO 4 Gennaio Gen 2015 1700 04 gennaio 2015

Vigili Roma, sindacati attaccano Marino

Cisl: «Infanga caschi bianchi». L'Arvu: «Licenzi comandante Clemente e si dimetta».

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Ignazio Marino.

Dopo il caso delle assenze di massa dei vigili a San Silvestro il sindaco di Roma Ignazio Marino aveva promesso misure dure, «non escludendo licenziamenti».
Pronte le repliche dei sindacati, che hanno chiesto al primo cittadino di dimettersi.
«POLITICA MIOPE». Secondo il segretario Cisl Fp Roma e Lazio Giancarlo Cosentino «la prima ad essere licenziata è la politica miope del sindaco Marino sulla macchina organizzativa di questa città: sta dissipando un patrimonio di 24 mila dipendenti che ogni giorno fanno sì che Roma possa erogare servizi ad oltre tre milioni di abitanti e assolva al suo ruolo di Capitale d'Italia».
«Infanga gratuitamente 6 mila lavoratori della polizia locale e continua a mettere a repentaglio i servizi alla città con politiche miopi sui 12 mila dipendenti tra tecnici amministrativi, assistenti sociali, autisti, operatori della protezione civile, custodi dei musei e tutti colori che ogni giorno sono gli unici ad essere il fronte-office dell'amministrazione», ha aggiunto Cosentino.
ARVU: «LICENZIA CLEMENTE». Il presidente del sindacato dei vigili urbani Arvu Europea Mauro Cordova ha attaccato Marino: «Sindaco licenzia Clemente e se veramente vuoi bene a Roma dimettiti».
«Marino non solo sta facendo passare un messaggio non vero ai cittadini su di noi, dicendo che siamo fannulloni, corrotti ecc, ma sta considerando non veritiere le dichiarazioni degli addetti alle Asl, dei Pronto soccorso ospedalieri, dei medici di famiglia e di chi è preposto al controllo di chi è ammalato», ha ribadito il sindacalista.
CGIL: «MARINO MINACCIA INVECE DEL CONFRONTO». Critiche anche dal segretario generale della Cgil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino: «Ci risiamo. Di fronte all'aggravarsi dei problemi, al crescere del disagio sociale, all'esasperazione dei lavoratori che vedono contrarsi di giorno in giorno i propri diritti, anziché promuovere momenti di confronto per trovare le giuste soluzioni il sindaco torna a minacciare i licenziamenti».

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