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LUTTO 5 Gennaio Gen 2015 1224 05 gennaio 2015

Pino Daniele, niente ambulanza: la corsa a Roma in auto

Il cantante si è sentito male in Toscana. Ma è morto al Sant'Eugenio, nella Capitale. Fermata l'ambulanza.

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Pino Daniele sul palco.

Carlo Saitto, direttore generale Asl Roma C, in un'intervista telefonica a Rainews24 ha fatto sapere che Pino Daniele è morto nella Capitale, all'ospedale Sant'Eugenio. «Quando è arrivato la situazione era già molto grave, non c'era nulla che si potesse fare, purtroppo. Non posso nemmeno dire quale sia stata la ragione di questa situazione critica. Sulle condizioni precedenti, anche quando le avessi, non sono informazioni che posso dare». Saitto ha precisato che il decesso «si è verificato alle 22.45» del 4 gennaio.
MALORE IN TOSCANA. Pino Daniele ha accusato un malore mentre si trovava nella sua casa in Toscana, in un podere isolato nelle campagne tra i comuni di Magliano e Orbetello, in provincia di Grosseto. Secondo l'agenzia Ansa, intorno alle 21.15 è stato chiamato il 118 che, come spiegato dalla Asl di Grosseto, ha inviato un'ambulanza con un medico.
AMBULANZA FERMATA. L'ambulanza però, prima di arrivare a casa del cantante, è stata fermata quando si trovava non lontano dall'abitazione. Da quanto spiegato sempre dalla Asl, nel corso di una telefonata fatta dai sanitari dell'equipaggio che chiedevano precisazioni sull'indirizzo, una decina di minuti dopo la richiesta di aiuto dal numero che aveva allertato il 118 è stato spiegato che la persona bisognosa di soccorso aveva deciso di andare a Roma. «Quando Pino Daniele è arrivato nel nostro ospedale, la situazione era talmente grave che subito è stato sottoposto a rianimazione cardiorespiratoria. Purtroppo però dopo pochi minuti si è constatato il decesso», ha concluso Saitto.
IL CARDIOLOGO: «LA SUA VITA ERA APPESA A UN FILO». Il cardiologo del cantante, Achille Gaspardoni, ha affermato all'Ansa che l'artista «è giunto cadavere al Pronto Soccorso dell'Ospedale S. Eugenio di Roma» e che «sono state fatte tutte le manovre di rianimazione» - ha aggiunto - «ma Pino Daniele era già morto».
La vita di Pino, ha aggiunto il cardiologo, «era appesa a un filo e lui lo sapeva bene. Ogni giorno era un giorno di vita in più guadagnato».
Pino Daniele, ha spiegato Gaspardone, «aveva una gravissima malattia alle coronarie da 27 anni, una patologia che era stata trattata e che era stata potuta 'portare avanti' grazie ad interventi di angioplastica». All'artista, ha precisato il suo cardiologo, «erano state effettuati ben quattro interventi di angioplastica negli anni». Purtroppo, ha affermato, la fine «non è stata una sorpresa, ma proprio grazie agli interventi e procedure effettuati ha potuto vivere fino alla soglia dei sessanta anni».

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