Papa Francesco 141120062802
EPIFANIA 6 Gennaio Gen 2015 1233 06 gennaio 2015

Angelus, papa Francesco: «Gesù è in chiunque soffra»

Il pontefice ha ripercorso il racconto dei Magi dall'Oriente: «Ci indicano la strada».

 

 

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Papa Francesco.

Papa Francesco, durante la messa del'Epifania, ha ripercorso il racconto evangelico dei Magi giunti dall'Oriente a cercare un re che, invece che nel palazzo reale, era in una grotta, tra gli ultimi. I Magi «sono passati dai calcoli umani al mistero».
La ricerca di Dio «é una ricerca che non ha mai fine» e la compiono «uomini e donne nelle religioni e nel mondo intero», ha detto Francesco.
CINQUEMILA PRESENTI. Il papa ha celebrato nella basilica di San Pietro davanti a oltre cinquemila persone, con vescovi e cardinali, una messa solenne nella quale risuonano le tante lingue del mondo, dalle letture bibliche in inglese, italiano, spagnolo, alle preghiere in francese, cinese, swahili, filippino e russo. Il vangelo è cantato in latino da un diacono dagli inconfondibili tratti orientali.
«Quel Bambino, nato a Betlemme dalla Vergine Maria», ha detto Bergoglio nell'omelia, «è venuto non soltanto per il popolo d'Israele, rappresentato dai pastori di Betlemme, ma anche per l'intera umanità, rappresentata oggi dai Magi, provenienti dall'Oriente». La ricerca di Dio dell'umanità, ha osservato, «è come la processione dei Magi, una processione che da allora non si interrompe più, e che attraverso tutte le epoche riconosce il messaggio della stella e trova il Bambino che ci indica la tenerezza di Dio».
«GESÙ È IN CHIUNQUE SOFFRA». Francesco ha quindi ripercorso il racconto dei Magi analizzando i loro atteggiamenti, decisioni e comportamenti, - e quelli di Erode e dei pastori - osservando il modo in cui i sapienti venuti dall'Oriente hanno cercato di capire il messaggio della stella, hanno superato le difficoltà, hanno commesso errori e sono caduti in tentazione. Ha analizzato ciò che ai Magi ha dato consolazione e cosa desolazione. «L'amore di Dio è grande?», si è chiesto il pontefice. «Sì. L'amore di Dio è potente? Sì». «E allora», ha proseguito, «ci possiamo chiedere: qual è il mistero in cui Dio si nasconde? Dove posso incontrarlo? Vediamo attorno a noi guerre, sfruttamento di bambini, torture, traffici di armi, tratta di persone. In tutte queste realtà, in tutti questi fratelli e sorelle più piccoli che soffrono per tali situazioni, c'è Gesù. Il presepe», ha proseguito, «ci prospetta una strada diversa da quella vagheggiata dalla mentalità mondana: è la strada dell'abbassamento di Dio, la sua gloria nascosta nella mangiatoia di Betlemme, nella croce sul calvario, nel fratello e nella sorella che soffre. Quell'amore di Dio che si abbassa, si annienta».
«SEGUIRE LA STELLA». Il papa ha quindi chiesto di pregare per «vivere lo stesso cammino di conversione vissuto dai Magi», «liberi dalle tentazioni che nascondono la stella». «Che abbiamo sempre», ha auspicato, «l'inquietudine di domandarci: dov'è la stella?, quando - in mezzo agli inganni mondani - l'abbiamo persa di vista. Che impariamo a conoscere in modo sempre nuovo il mistero di Dio, che non ci scandalizziamo del 'segno', dell'indicazione, quel segno detto dagli angeli: 'un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
Papa Bergoglio ha concluso l'omelia pregando perché, ha detto, «troviamo il coraggio di liberarci dalle nostre illusioni, dalle nostre presunzioni, dalle nostre luci e cerchiamo questo coraggio nell'umiltà della fede e possiamo incontrare la Luce, 'Lumen', come hanno fatto i Magi. Che possiamo entrare nel mistero, così sia».
«DIO HA AMORE PER TUTTI». «Dio», ha detto il Papa all'Angelus, «non riserva il suo amore ad alcuni privilegiati, ma lo offre a tutti. Come di tutti è il Creatore e il Padre, così di tutti vuole essere il Salvatore. Per questo, siamo chiamati a nutrire sempre grande fiducia e speranza nei confronti di ogni persona e della sua salvezza: anche coloro che ci sembrano lontani dal Signore sono seguiti - o meglio 'inseguiti - dal suo amore appassionato e fedele, e anche umile, perché l'amore di Dio è tanto umile».
Nell'Angelus, recitato dalla finestra dello studio su piazza San Pietro, papa Francesco ha in parte riassunto quanto detto nell'omelia della messa che ha celebrato in basilica. «Il racconto evangelico dei Magi», ha spiegato, descrive il loro viaggio dall'Oriente come un viaggio dell'anima, come un cammino verso l'incontro con Cristo. Essi sono attenti ai segni che ne indicano la presenza; sono instancabili nell'affrontare le difficoltà della ricerca; sono coraggiosi nel trarre le conseguenze di vita derivanti dall'incontro con il Signore».
AUGURI A ORTODOSSI E CATTOLICI. In questo giorno dell'Epifania, ha detto ancora Francesco, «il nostro pensiero va anche ai fratelli e alle sorelle dell'Oriente cristiano, cattolici e ortodossi, molti dei quali celebrano domani il Natale del Signore. Ad essi giunga il nostro affettuoso augurio. Mi piace poi ricordare», ha aggiunto, che oggi si celebra la Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria, festa dei bambini che vivono con gioia il dono della fede e pregano perché la luce di Gesù arrivi a tutti i fanciulli del mondo».

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