Andrea Loris Stival 141218200038
CRONACA 6 Gennaio Gen 2015 1331 06 gennaio 2015

Loris, Davide Stival incontra Veronica Panarello in carcere

Si tratta del primo incontro della coppia da quando la donna è detenuta, accusata dell'omicidio del figlio.

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Santa Croce Camerina (Ragusa): Davide Stival, padre di Loris (18 dicembre 2014).

Davide Stival è andato a trovare nel carcere di Agrigento la moglie Veronica Panarello, accusata di aver ucciso il loro figlio Loris, di 8 anni. È la prima volta che la coppia si incontra dopo che la donna è detenuta perché indagata per omicidio e occultamento di cadavere.
Veronica aveva più volte invitato il marito ad andarla a trovare, ribadendo di essere innocente. Secondo quanto si è appreso, l'incontro è ancoro in corso nella sala colloqui della prigione.
DAVIDE: «NON DICE LA VERITÀ». Veronica «dice di essere innocente, ma le immagini delle telecamere dicono un'altra cosa...». È la contestazione mossa da Davide Stival alla moglie durante il colloquio in carcere. L'incontro era stato organizzato da tempo in un giorno festivo per rimanere riservato. L'uomo si è detto «scosso dal colloquio». L'avvocato di Veronica, Francesco Villardita, si è detto «soddisfatto per la decisione di Davide Stival di andare a trovare sua moglie: lei lo ha invitato più volte e lo aspettava perché è innocente e lo dimostreremo».
IL LEGALE: «CREDE AI PM». Durante il colloquio, durato qualche ora, Stival ha chiesto alla moglie di ricostruire passo dopo passo la giornata del 29 novembre: «Non è cambiato nulla», ha detto Daniele Scrofani, il legale di Davide: «Veronica Panarello ha continuato a sostenere la sua versione, quella di aver accompagnato Loris a scuola quel giorno e il mio assistito le ha risposto sulla base di quello che ha visto nelle immagini estrapolate dalle telecamere: le due verità non coincidono». «Questo incontro», ha rivelato l'avvocato, «il mio assistito lo voleva da un po', ma ha aspettato finora, anche alla luce della decisione del Tribunale del riesame. La sua posizione, però, non cambia: allo stato degli atti, per lui, le immagini parlano chiaro e quindi crede di più alla procura che a lei».

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