CORDOGLIO 6 Gennaio Gen 2015 1112 06 gennaio 2015

Pino Daniele, polemiche sui funerali

Polemiche alla vigilia del funerale. I carabinieri: «Soccorsi regolari». Chiusa la camera ardente. I fan: «Una vergogna». E alla fine sì alle esequie anche a Napoli.

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Giorno di polemiche e pianti e cori alla vigilia dei funerali di Pino Daniele, morto per un arresto cardiaco nella notte trail 4 e 5 gennaio. L'accesso al pubblico della camera ardente dell'artista, che doveva accogliere i fan dalle 8.30 alle 12.30, è stata chiusa in anticipo senza lasciare la possibilità di entrare ai tanti cittadini accorsi da tutta Italia a Roma per dare l'ultimo saluto a Daniele.
DOPPIO FUNERALE. Dallo staff del cantante è stato spiegato alle persone in fila all'obitorio del S.Eugenio di Roma che la decisione è stata presa per consentire a familiari e amici di «prendersi il loro tempo» per stringersi attorno a Pino Daniele.
Intanto si spengono le insinuazioni sui soccorsi. Tutto regolare per i carabinieri che hanno analizzato i tabulati. E anche quelle sulle esequie previste il 7 gennaio alle 12 a Roma nel santuario della Madonna del Divino Amore, ma replicate anche a Napoli alle 19 nella Basilica Reale San Francesco di Paola in piazza del Plebiscito. Un modo per placare le provocazioni sul contrastato rapporto tra il cantante e la sua città natale, ma anche le divisioni nate in seno alla stessa famiglia del cantautore.
IL TRIBUTO DI NAPOLI. E intanto nella serata del 6 gennaio Piazza del Plebiscito è colma: sono almeno 100 mila i napoletani accorsi a celebrare l'artista di Napule è con un flash mob sulle note delle sue canzoni. In fondo alla piazza gremita sono stati affissi tre striscioni: «Solo tu per sempre», 'Dopo te nisciuno più' e «Ciao guaglió».

Delusione tra i fan alla camera ardente

Il 6 gennaio era iniziato con la delusione per i devoti di Daniele arrivati a Roma per l'ultimo saluto alla camera ardente: «È una vergogna. Sono partito dalla provincia di Caserta», ha spiegato Gianni, «non è mai successa una cosa del genere».
«C'è gente che ha fatto centinaia di chilometri», ha replicato una signora allo staff del cantante, «è una vergogna, una mancanza di rispetto per chi ha comprato i dischi di Pino e lo ha seguito in concerto per tutta una vita».
«QUESTO È IL PREZZO PER LA FAMA». D'accordo altri fan che indugiano nell'androne dell'obitorio: «Non è il modo di comportarsi», ha detto un signore, «Pino è un personaggio pubblico, questo è il prezzo che bisogna pagare per la fama. Oltre alla famiglia, c'è tanta gente venuta qui a dargli l'ultimo saluto e che si trova la porta sbattuta in faccia. Anche per il papa è stato permesso a tutti di portare un omaggio, è un comportamento senza senso».
TRA CORI E CANZONI. I fan del cantante comunque sono rimasti fuori dall'ospedale S. Eugenio, urlando in coro «Pino, Pino» e cantando canzoni del cantante.
Ragazzi e ragazze ma anche adulti intonano i successi più famosi del cantautore, in particolare Napul'è davanti al cancello chiuso presidiato da agenti della forze dell'ordine.
«Spero che alla fine ci facciano entrare», ha detto una ragazza, «sono partita con amici da Napoli alle sette e purtroppo non potrò essere domani ai funerali».

Polemiche sui vip

Pino Daniele in concerto nel 1988.

Intanto nell'androne dell'obitorio, dove intorno alle 9,30 è stata chiusa in anticipo la camera ardente, rimangono i fan che sperano di poter entrare per salutare l'artista: «Siamo venuti da Napoli», ha detto Teresa, «anche papa Wojtyla è stato messo sul sagrato per consentire alla gente di salutarlo. Pino era un personaggio pubblico e ha avuto un grande successo proprio grazie ai suoi fan. Non è giusto che ci trattino così, è maleducazione».
Francesco ha raccontato di essere arrivato all'obitorio già nel pomeriggio del 5 gennaio: «Alle 17 in punto ieri mi è stata chiusa la porta in faccia, ma poco dopo è arrivato Baglioni con un bodyguard e lo hanno fatto entrare. Oggi succede lo stesso, faranno entrare solo i Vip: non è giusto»
Alla fine è stata riaperta «in via eccezionale», ma per poco, la camera ardente del cantante, per permettere l'accesso ai fan in attesa davanti alla porta della camera mortuaria. La camera è stata richiusa dopo che le persone in fila sono entrate e uscite. «I familiari hanno dato l'ok per le persone che sono qui», ha spiegato uno dei responsabili della sicurezza.
CONTESTATO D'ALEMA. Quando al Sant'Eugenio è arrivato Massimo D'Alema, i fan fuori dai cancelli hanno urlato: «Vergogna. Perchè entri tu e non noi?». A quel punto l'ex presidente del Consiglio ha deciso di non entrare, e poco dopo, intervistato da Repubblica Tv, ha commentato: «Non ho voluto entrare per non creare confusione, mi sono fermato».
LA FOTO DELLA SALMA SUL WEB. Il musicista Enzo Gragnaniello, amico storico del cantautore napoletano, fuori dall'obitorio del Sant'Eugenio ha detto che «la famiglia è sconvolta perché qualcuno ha fatto una foto alla salma di Pino Daniele e l'ha messa su Internet». «È una cosa bruttissima», ha aggiunto, «una mancanza di rispetto. Rappresenta un sacrilegio per chiunque sia cattolico».

I carabinieri: «Nessuna anomalia nei soccorsi»

Dovrebbero placarsi invece le polemiche sui soccorsi. Il tabulato delle chiamate al 118 di Grosseto fatte domenica 4 gennaio quando Pino Daniele si è sentito male nella sua casa in Maremma, è stato acquisito dai carabinieri di Orbetello.
CONTROLLI VOLONTARI. Da quanto emerso dai controlli effettuati anche sui tempi di spostamento dell'ambulanza, non risultano anomalie nella ricostruzione degli orari di intervento dei soccorritori fatta dalla Asl.
In base a quanto appreso, i militari di Orbetello, comune nel cui territorio risiedeva l'artista, hanno provveduto ai controlli su propria iniziativa, dopo il presunto giallo sui ritardi nei soccorsi al cantante.
«SOTTOVALUTATO IL MALORE». «Credo che zio Pino abbia sottovalutato il malore che ha avuto. Si era ripreso dopo essersi sentito male, ed ha pensato di potercela fare, di riuscire ad arrivare fino a Roma e di curarsi con il proprio medico», ha commentato Loredana Daniele, 29 anni, nipote del musicista «Da quanto mi hanno riferito si era ripreso dopo i primi momenti, e ha deciso quindi di farsi portare a Roma», ha aggiunto.

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