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ESTERI 7 Gennaio Gen 2015 0849 07 gennaio 2015

Belgio, no all'eutanasia allo stupratore

Dietrofront sull'iniezione letale a Frank Van den Bleeken, che aveva chiesto di essere ucciso.

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Un lettino per l'iniezione letale.

Niente eutanasia per lo stupratore. Il Belgio ha deciso di fare retromarcia dopo aver inizialmente accettato la richiesta di suicidio di Frank Van den Bleeken, 51enne condannato all'ergastolo, e in carcere da quasi 30 anni per stupro e omicidio.
CONDANNA GIÀ FISSATA. L'iniezione letale era già fissata per l'11 gennaio. Il ministro della Giustizia belga Koes Geens ha però bloccato la «procedura d'eutanasia», decidendo che il detenuto sarà trasferito in una struttura psichiatrica legale, specializzata in lungodegenti, a Gand, aperta di recente dove, ha spiegato, «avrà una vita qualitativamente decente».
Una decisione, ha fatto sapere il ministro dopo le polemiche dei giorni scorsi, che attiene a «motivi personali legati al segreto medico» e soprattutto dimostra «la capacità logistica del Belgio di agire in conformità con gli standard moderni di monitoraggio di questo tipo di carcerati».
«CONDIZIONI DI VITA DISUMANE». In effetti, giorni fa, quando un giudice della Corte d'Appello belga aveva accolto la richiesta di Van Den Bleeken, la Lega dei Diritti dell'Uomo aveva duramente criticato il silenzio assenso delle autorità politiche di Bruxelles, sottolineando come quella tragica domanda di eutanasia fosse la conseguenza immediata dell'incapacità dello Stato di fornire a detenuti con gravissimi problemi mentali un trattamento medico adeguato.
Del resto, lo stesso Van Den Bleeken aveva dichiarato di desiderare la morte proprio perché si trovava in carcere in condizioni «disumane».
In quel luogo, aveva sottolineato, non aveva alcuna possibilità di «convivere con i suoi enormi problemi psicologici e di controllare i suoi impulsi sessuali».
POLEMICHE IN BELGIO. Il caso ha sollevato forti polemiche sui limiti del ricorso all'eutanasia, in un Paese come il Belgio che ha una delle legislazioni tra le più articolate e estese al mondo. Il testo, aggiornato nel 2002, prevede infatti il via libera all'eutanasia in caso di una «sofferenza fisica o psichica costante e insopportabile».

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