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KILLER BRACCATI 7 Gennaio Gen 2015 2113 07 gennaio 2015

Charlie Hebdo, identificati i tre attentatori

Localizzati i killer della strage alla redazione del Charlie Hebdo (Foto-Video). Due sono franco-algerini. Raid della polizia a Reims e Charleville-Mezières.

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Sarebbero stati identificati dalle autorità francesi i tre killer responsabili della strage alla sede del settimanale parigino Charlie Hebdo (le foto e i video dell'attentato).
Un primo raid delle teste di cuoio francesi è fallito nella sera di mercoledì 7 gennaio a Reims, capoluogo della regione Champagne un centinaio di chilometri a Nord-est di Parigi. I poliziotti sono entrati in azione nel quartiere di Croix-Rouge.
ALTRO BLITZ A CHARLEVILLE-MEZIÈRES. Mentre a Reims sono proseguite le perquisizioni per cercare indizi, come tracce del Dna, un altro blitz della polizia si è svolto nelle prime ore di giovedì 8 gennaio a Charleville-Mezières, non lontano dalla frontiera col Belgio, nel quartiere 'caldo' della Ronde Couture.
Nel corso di questa seconda operazione sarrebe stata fermata una persona: un familiare di uno dei ricercati.


Al momento, però, i killer non sono ancora stati arrestati. Conferma il ministro francese dell’Interno: «Sappiamo chi e dove sono».
SOSPETTI INDIVIDUATI: RITROVATA UNA CARTA D'IDENTITÀ NELL'AUTO. Secondo fonti della polizia, i sospetti sono due fratelli già noti ai servizi di sicurezza, oltre a un giovane senza fissa dimora. I due fratelli, Said e Cherif Kouachi, di 34 e 32 anni, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d'identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga vicino alla porte de Pantin, a Parigi. Il giovane complice, Hamyd Mourad, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l'operazione.
I due fratelli sono franco-algerini e residenti a Parigi.
Gli killer hanno «un profilo di piccoli delinquenti che si sono radicalizzati». Il più giovane, Cherif, era stato arrestato nel 2008 e condannato a 3 anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di una gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basata nel 19esimo arrondissement di Parigi. Nel quadro di quell'inchiesta, alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver «fomentato dei progetti di attentato», ma senza metterli in atto. Scontata la pena, Cherif e il fratello, ha riportato Le Point, «avevano fatto di tutto per farsi dimenticare», e si erano «messi a riposo» a Reims.
INFORMAZIONI CONTRADDITTORIE SULLA CACCIA AI TERRORISTI. Nel corso della notte tra il 7 e l'8 gennaio si sono susseguite informazioni contraddittorie sulle operazioni per catturare i terroristi. Secondo il sito online della tivù americana Nbc, che ha fonti dell'antiterrorismo statunitense, due terroristi sono stati arrestati e il più giovane ucciso. Da Reims invece non è arrivata nessuna conferma.
Le immagini delle tivù presenti sul posto riportano una situazione di calma, con i cecchini delle teste di cuoio pronti ad intervenire ma ancora un nulla di fatto. Alcuni poliziotti sono stati inquadrati mentre abbandonano il quartiere di Reims circondato. Secondo il sito online di Le Monde, «non c'è alcuna notizia di arresti o di uccisioni» e le informazioni sui presunti arresti sono «false»: «Le fonti della polizia contattate da Le Monde», si legge sul sito, «affermano che per il momento non c'è stato alcun fermo».
Fonti della polizia francese hanno fatto sapere di aver spiccato, nei confronti dei tre sospetti, un mandato di cattura.
ANCORA NESSUN ARRESTO. Nel pomeriggio di mercoledì, ha riferito il sito de Le Parisien, la polizia ha fatto irruzione in due appartamenti, probabilmente serviti da rifugio per i terroristi in fuga. Ma non sarebbe stato effettuato alcun fermo. Uno dei due appartamenti si trova a Pantin, cittadina alle porte di Parigi, appena oltre il 19esimo arrondissement, dove è stata ritrovata la prima auto usata per la fuga. La polizia vi sarebbe entrata intorno alle 16.30, perché riteneva potesse essere un rifugio degli attentatori in fuga. Nessun risultato. Poi, secondo quanto riportato dal sito del giornale L'Union, le indagini si sono spostate sulla città di Reims. Proprio qui è scattato il blitz delle forze speciali francesi. Uno dei killer sarebbe proprio di Reims.
FUGA SU DUE VETTURE. L'auto con cui i terroristi - vestiti come commandos, «calmi, determinati, addestratissimi» li ha descritti una fonte giudiziaria francese qualificata - sono scappati è stata trovata un'ora dopo l'attentato nella periferia Nord Est della città. Qui gli uomini incappucciati avrebbero preso un'altra vettura, minacciando con le armi un automobilista. E allontanandosi dopo aver investito un altro pedone.

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