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ATTENTATO 7 Gennaio Gen 2015 1616 07 gennaio 2015

Charlie Hebdo, le cose da sapere sull'attacco

Dall'identità degli assalitori ai loro reali obiettivi. Tante domande ancora aperte dopo l'attentato al giornale francese. Satira nel mirino del terrorismo.

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Dopo l'attacco alla redazione parigina del settimanale Charlie Hebdo, sono tante le domande aperte, dall'identità degli assalitori ai loro reali obiettivi.
Ecco cosa sappiamo finora e cosa non sappiamo riguardo all'attentato definito «senza alcun dubbio terroristico» dal presidente francese François Hollande.

Cosa sappiamo: la sparatoria e la fuga in auto

FINORA 12 VITTIME. Il macabro bilancio della strage è di 12 morti: 10 giornalisti e due poliziotti. I feriti sono otto, quattro dei quali gravissimi.

QUATTRO VIGNETTISTI MORTI. Tra le vittime ci sono quattro noti vignettisti francesi Cabu (Jean Cabut), Georges Wolinski, Charb (Stephane Charbonnier) e Tignous (Bernard Verlhac).

I TERRORISTI HANNO USATO DUE AUTO PER LA FUGA. Gli assalitori sono scappati in auto dopo la sparatoria. Poi hanno cambiato mezzo. La prima macchina utilizzata è stata ritrovata per strada nel 19/o arrondissement di Parigi, estremità nordest della città. Lo riferisce il sito di Le Parisien. Secondo i media online francesi, gli uomini in fuga avrebbero assalito un altro automobilista in quell'area a cui avrebbero sottratto il veicolo.

PREPARAZIONE MILITARE DEGLI ATTENTATORI. I terroristi erano sicuramente stati addestrati militarmente. Lo si deduce sia dall'equipaggiamento che hanno usato - la polizia francese ha detto che «avevano armi sofisticate di prima categoria» - sia per come si sono mossi durante l'attentato, facendo perdere le loro tracce subito dopo il blitz omicida.

GLI ASSALITORI AVEVANO SBAGLIATO INDIRIZZO. I terroristi avrebbero inizialmente sbagliato indirizzo, entrando prima al numero 6 di rue Nicolas Appert, dove gli è stato detto che la sede del settimanale si trovava invece al numero 10. Lo ha riferito il sito di Le Figaro, citando un agente, Emmanuel Quemener.

CHARLIE HEBDO DA TEMPO NEL MIRINO DEI TERRORISTI. Charlie Hebdo è noto per il suo stile provocatorio e le sue vignette satiriche, che hanno avuto spesso come soggetto l'estremismo islamico.
Il settimanale era già stato bersaglio dei terroristi in passato: nel 2011 la redazione venne distrutta da una bomba molotov e dall’incendio generato dall’esplosione.

Cosa non sappiamo: chi sono gli attentatori e dove sono

IDENTITÀ INCERTA DEGLI ATTENTATORI. Finora non ci sono prove dell'appartenenza degli assalitori a uno specifico gruppo terroristico. Alcuni sostenitori dell'Isis avevano annunciato nei giorni scorsi «buone notizie in arrivo per i cittadini europei». Nei video amatoriali girati durante l'attentato si sente chiaramente urlare: «Allah è grande». L'uomo al quale i terroristi hanno sottratto l'auto per fuggire dopo l'attentato ha dichiarato che gli aggressori gli hanno intimato: «Al Qaeda Yemen, sortez de la voiture (uscite dall'auto)». Ma è ancora presto per trarre conclusioni definitive sull'identità dei killer.

SCONOSCIUTO IL NUMERO EFFETTIVO DI CHI HA PARTECIPATO AL BLITZ. I terroristi che hanno partecipato all'attentato erano almeno tre. Ma non si può escludere che altre persone abbiano fornito un aiuto logistico e durante la fuga a chi ha compiuto materialmente la strage.

TERRORISTI SPARITI NEL NULLA. Gli attentatori sono fuggiti dopo la sparatoria e non si sa dove si trovino in questo momento.

NON CHIARO L'OBIETTIVO DELL'ASSALTO. Non è chiaro se l'obiettivo dell'attacco fosse il magazine in generale oppure singoli individui: un testimone ha detto che gli uomini armati hanno chiesto i nomi di alcuni membri della redazione prima di ucciderli.

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