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SCHEDA 7 Gennaio Gen 2015 1157 07 gennaio 2015

Charlie Hebdo, satira nel mirino del terrorismo islamico

Nato nel 1970, fu censurato per una vignetta sulla morte di De Gaulle. Attaccato dai jihadisti nel 2011 e 2012.

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Charlie Hebdo, conosciuto come Charlie, è un settimanale satirico senza pubblicità, più volte finito nel mirino dei fondamentalisti islamici per aver pubblicato vignette su Maometto.
Il giornale uscì in edicola per la prima volta nel 1970, ispirato a Charlie Brown e sulle ceneri di Hara Kiri Hebdo, censurato dopo la clamorosa prima pagina il giorno dopo la morte del generale De Gaulle: «Ballo tragico a Colombey, un morto».
CHIUSO PER 11 ANNI. Il giornale ha subito avuto un successo straordinario, durato per qualche anno, fin quando le cause in tribunale non gli hanno reso la vita impossibile. Abbandonato da molti lettori, ha chiuso nel 1981 dopo 580 numeri, ricomparendo nelle edicole 11 anni dopo con ispirazione libertaria e populista, e più volte si è scontrato con le gerarchie religiose, non soltanto quella musulmana.
Le prime caricature di Maometto risalgono al febbraio 2006, 400 mila copie vendute e un attentato di matrice islamica.
REDAZIONE A FUOCO NEL 2011. A fine 2011, la redazione è stata completamente distrutta da un incendio doloso e il sito del giornale piratato dopo un numero speciale denominato 'Sharia Hebdo'. Temporaneamente, la redazione si trasferì nei locali del quotidiano Libération, per poi migrare in nuovi locali.
Ancora nel settembre del 2012, la sede fu blindata dalla polizia dopo le minacce per la pubblicazione di vignette ispirate al film anti-islam L'Innocenza dei musulmani, che all'epoca stava infiammando il mondo islamico.
Charlie Hebdo ha una tiratura media settimanale di 100 mila copie, con 15 mila abbonati.

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