CRONACA 7 Gennaio Gen 2015 1037 07 gennaio 2015

Pino Daniele, la procura indaga per omicidio colposo

Avviata un'indagine per omicidio colposo. L'ex moglie attacca la compagna: «Era con lui in auto quella sera. Dica tutto quello che sa». Autopsia dopo i funerali.

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Non c'è pace per Pino Daniele, dopo la sua morte per un attacco cardiaco. Il 6 gennaio è stata una giornata di tensione a Roma per la chiusura della camera ardente ai fan, decisa dalla famiglia.
Il 7 gennaio, la Procura di Roma ha avviato un'indagine per omicidio colposo in relazione alla morte del cantautore napoletano. Il procedimento, al momento contro ignoti, è affidato al procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e Marcello Monteleone.
L'indagine vuole accertare se la richiesta di andare a Roma, dopo essere stato colto da malore, sia arrivata effettivamente dallo stesso artista partenopeo. Secondo quanto accertato la sera del 4 gennaio la compagna di Daniele, Amanda Bonini, chiamò il 118 per chiedere l'intervento di una ambulanza. I medici, arrivati nella zona del casale dove viveva Daniele, contattarono di nuovo i familiari i quali comunicarono che si sarebbero recati con mezzi propri a Roma dal cardiologo di fiducia del cantante.
«DICA TUTTO QUELLO CHE SA». E a questo si è aggiunta anche la polemica tra le donne del cantautore. La seconda moglie Fabiola Sciabbarrasi, ha attaccato Amanda Bonini.
«Era l'unica in macchina con Pino nell'ultimo viaggio, dica tutto quello che sa. Voglio la verità sulla morte di mio marito per i miei figli e per gli altri suoi figli», ha detto.

«GOMMA BUCATA? UN'INVENZIONE». Fabiola, che è anche madre di tre dei suoi cinque figli, è certa che a guidare la macchina, a differenza da quanto riportato dai giornali, quella notte, fosse Amanda: «Non ho rapporti con lei a causa di come è stata gestita questa storia negli ultimi dodici mesi. Non ci parliamo ma io andrò fino in fondo. Quella sera in casa c'erano anche i miei figli Sofia e Francesco e Cristina, l'altra figlia femmina di Pino. È stata lei a riaccompagnare a Roma i miei bambini, mentre la 'signora' portava in ospedale Pino. Ho letto sui giornali della gomma dell'auto bucata sull'Aurelia ma, non so, questa forse è un'invenzione».
«FAVOREVOLE ALL'AUTOPSIA». Sull'autopsia, prevista dopo i funerali a Roma e Napoli, ha detto: «Sono favorevole, se è un passaggio necessario a stabilire la verità sulla sua morte».
«In un primo momento», ha spiegato, «avevo rinunciato all'idea dell'autopsia per evitare un ulteriore oltraggio al corpo del padre dei miei figli. Poi, sono stati gli inquirenti a chiamarmi per dirmi che forse sarà necessaria per stabilire che cosa è successo e chiarire meglio la dinamica della morte di Pino. I quesiti», ha concluso, «sono tanti e tutti ancora aperti. Ripeto, voglio solo la verità e la cercherò in tutti i modi».

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