Bologna Incendio 141223130049
CRONACA 7 Gennaio Gen 2015 2000 07 gennaio 2015

Tav: Bologna, anarchici rivendicano il sabotaggio

Documento firmato «anarchici bolognesi» sull'incendio alla stazione Santa Viola del 23 dicembre.

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Polizia ferroviaria, Digos e Polizia Scientifica sui binari della stazione di Santa Viola.

Con un documento firmato «anarchici e anarchiche bolognesi» è stato rivendicato e ricondotto alla battaglia contro la Torino-Lione il sabotaggio compiuto alla stazione di Bologna lo scorso 23 dicembre.
«Crediamo che ciò che è accaduto parli in modo chiaro e trovi una sua precisa collocazione nel tempo, nello spazio e nelle pratiche di un movimento che lotta contro il Tav».
Il messaggio, che si chiude con la frase «chiamiamo le cose con il loro nome», è stato rilanciato su internet anche dai siti vicini al movimento NoTav.
INCENDIATI 4 POZZETTI: DISAGI ALLA CIRCOLAZIONE. La mattina del 23 dicembre vennero incendiati quattro pozzetti alla stazione di Bologna Santa Viola; la circolazione ferroviaria subì gravi disagi. Già dopo poche ore un sito di area anarchica mostrava di apprezzare l'azione.
IL DOCUMENTO: «CHIAMIAMO LE COSE COL LORO NOME». Nel documento firmato dai «bolognesi» ci si rammarica per un dibattito che si è scatenato all'interno della galassia antagonista e anche fra gli stessi No Tav: «Al di là dei commenti di politicanti vari che hanno subito soffiato sul fuoco per alimentare letture farcite di terrore, e delle tesi complottiste che si sono fatte lentamente strada anche tra i nemici del Tav, ci piacerebbe riprendere quanto è accaduto per tornare a ragionare sulla pratica del sabotaggio». «Nella lotta contro il treno veloce», è il testo, «si intrecciano pratiche diverse» e fra queste figura, per l'appunto, «anche il sabotaggio». «E allora», ci si chiede, «perché volersi girare dall'altra parte e chiamare le cose con un altro nome? Terrorismo? Servizi segreti? Neofascisti? Furti di rame?».

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