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ATTENTATO 8 Gennaio Gen 2015 1633 08 gennaio 2015

Charlie Hebdo, blog di Grillo: «Strage puzza di bruciato»

Post dello storico Giannuli: «Probabile matrice islamica, ma forse altre manine».

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Il post sul blog di Beppe Grillo di Alessandro Di Battista ha suscitato l'interesse anche dello storico Aldo Giannuli che ha precisato come il grillino in realtà non abbia giustificato il terrorismo, ma abbia cercato di comprenderlo. «Quel ‘capire’ non sta per ‘approvare’ (e lui dice chiaramente di non condividere questa scelta), ma è un modo per dire che certe reazioni sono il risultato di una logica di guerra come quella condotta dagli Usa», ha scritto Giannuli. Che poi si è detto certo della necessità del dialogo con l'Is: «Credendo nel realismo politico, sono convinto che in molte situazioni la strada per uscire dal conflitto sia proprio questa».

Dai documenti dimenticati in auto ai tempi di fuga dei terroristi, dalla scarsa protezione della redazione di Charlie Hebdo fino alle armi usate dagli attentatori: per lo storico Aldo Giannuli, intervenuto con un post sul blog di Beppe Grillo, «i conti» sulla strage di Parigi «non tornano». Anzi, ci sarebbe il sospetto che nella questione possano esserci «altre 'manine' di ben altra qualità».
IPOTESI COMPLOTTO. «Come in tutti i 'grandi casi' (Kennedy, piazza Fontana, Palme, 11 settembre, morte di Osama bin Laden ecc. ecc.), anche in questo di Parigi, i conti non tornano e ci sono un sacco di cose da spiegare», ha scritto Giannuli, che ha poi elencato una serie di indizi sospetti. «Come mai un obiettivo sensibile - come la redazione di Charlie Hebdo - era così debolmente protetto? E le armi, gli attentatori, dove se le sono procurate? Portate appresso dalla Siria? E i francesi se le sono fatte passare sotto il naso? Ma, soprattutto, avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un'azione portandosi appresso la carta di identità che, poi, dimenticano in auto?».
IL TEMPO PERSO E IL MANCATO BLOCCO DELLA ZONA. I terroristi avrebbero poi perso troppo tempo nella fuga: «perdono tanto tempo dopo aver avuto ben due scontri a fuoco, si attardano a dare il colpo di grazia ad un agente, raccattano scarpe, poi lasciano un guanto». E come mai, si è chiesto ancora Giannuli, «non è scattato alcun blocco della zona? Nel pieno centro di Parigi non devono essere state poche le auto della polizia in zona. E Parigi non ha un traffico scorrevolissimo».
«PUZZA DI BRUCIATO». Insomma, ha concluso Giannuli, «resto dell'idea che la pista della strage jihadista sia quella nettamente più probabile, perché coerente con tutto un quadro formatosi da 10 anni in qua, questo però non vuol dire che nella questione non possano esserci altre 'manine' di ben altra qualità. Molto probabilmente la strage è islamica, però che gran puzza di bruciato!».

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