INTERVISTA 8 Gennaio Gen 2015 1000 08 gennaio 2015

Charlie Hebdo, Don Alemanno: «Satira, solo un pretesto»

Strage contro i fumetti? Tutt'altro: «Le vignette erano ovunque sui social. Hanno irritato i musulmani moderati», dice Don Alemanno, creatore di Jenus (foto).

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La strage alla redazione di Charlie Hebdo a Parigi non è un attacco alla satira.
O, meglio, non solo. Considerarla tale equivale a «minimizzare la portata della strage».
Alessandro Mereu, in arte Don Alemanno, papà di Jenus, fumetto che prende in giro la religione cattolica attraverso la figura di Gesù, ne è convinto.
«Chi ha veramente paura della satira, chi la combatte», spiega a Lettera43.it, «evita di compiere azioni del genere, dispiegando terroristi evidentemente addestrati. Anzi, cerca di insabbiare ogni polemica».
«ESASPERANO I MODERATI». I sedicenti jihadisti di Parigi dunque avevano un altro scopo. «Dopo l'attentato le vignette su Maometto e sull'Islam hanno cominciato a diffondersi in modo esponenziale», continua Don Alemanno.
«Vedendole ovunque, su ogni social media, anche i musulmani moderati finiranno per irritarsi».
E l'obiettivo (malato) è raggiunto: «Vogliono accentuare uno strappo già esistente tra culture».

Don Alemanno, creatore di Jenus.

DOMANDA. Quindi la satira non c'entra nulla?
RISPOSTA. I terroristi hanno strumentalizzato la satira. Il loro è un pretesto come un altro.
D. In che senso?
R. Hanno massacrato i vignettisti e i giornalisti di Charlie Hebdo per aumentare la distanza dell'Occidente con i musulmani. Non solo.
D. Cos'altro?
R. Colpendo in quel modo nel cuore dell'Europa hanno voluto dimostrare che possono fare ciò che vogliono e quando vogliono. Per una semplice vignetta non avrebbero rischiato tanto...
D. Anche perché la reazione dell'opinione pubblica era prevedibile.
R. Le vignette 'incriminate' hanno cominciato a essere postate e ripostate. In questo modo anche i musulmani moderati si irritano.
D. Quindi i terroristi o chiunque essi siano volevano alzare un polverone mediatico?
R. Certo. Se la rappresentazione di Maometto dava loro realmente fastidio avrebbero cercato di far passare tutto in sordina. Per questo dico che la satira non c'entra. Ogni pretesto era buono. Se si smettesse di fare satira, ucciderebbero per altri motivi.
D. La satira però da sempre pesta i piedi al potere.
R. Questo è un dato di fatto. Ma prendiamo il mio caso: se Bertone si lamentasse per una mia vignetta creerebbe l'effetto opposto.
D. Invece la chiesa come ragisce?
R. Ha eletto papa un personaggio come Bergoglio, scegliendo la linea morbida. L'unico modo per non perdere fedeli.
D. Perché ha scelto di fare satira sul cattolicesimo?
R. Perché l'ingerenza della religione nelle nostre vite è enorme. È stata una reazione istintiva, unita alla passione per le Sacre Scritture.
D. Non si è mai cimentato con il Profeta?
R. Disegnai una vignetta in risposta a un commentatore. Ma Maometto in quel caso serviva per fare satira sulla chiesa cattolica. E poi per fare ridere occorre una profonda conoscenza dell'argomento. Che a me ancora manca.

La vignetta di Don Alemanno su Maometto.


D. Le vignette di Charlie spesso non prendono di mira un tema particolare.
R. No, perché con i loro disegni i colleghi francesi vogliono rivendicare un diritto.
D. Si spieghi.
R. Non fanno ironia su un tema particolare come faccio io. Il punto è un altro: l'Islam vieta di disegnare il Profeta? Bene io lo disegno. Non importa il testo.
D. Una sfida?
R. Non accettano censure, da parte di nessuna religione.

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