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DOPO LA STRAGE 8 Gennaio Gen 2015 2210 08 gennaio 2015

Charlie Hebdo, i killer ancora in fuga

I due sospetti avvistati dagli elicotteri nei boschi in Piccardia. Ma continua la fuga. Sul campo 88 mila agenti. Un giovane si consegna alla polizia. (Ft e vd). 

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Continua l'operazione dei reparti speciali francesi sulle tracce dei sospetti attentatori alla redazione di Charlie Hebdo, che sarebbero stati avvistati dagli elicotteri della polizia tra i boschi in Piccardia, ma sono ancora in fuga. Secondo la Cnn i due fratelli Cherif e Said Kouachi sono stati individuati dall'alto a Nord Est di Parigi, in una zona già setacciata dalle teste di cuoio. L'imponente caccia all'uomo, terminata con un nulla di fatto la sera dell'8 gennaio, va avanti.
IN AZIONE 88 MILA AGENTI. Per scovare i due presunti killer, con perquisizioni a tappeto effettuate a Nord della capitale francese, a Villers-Cotterets, Crepy-en-Valois e in altre cittadine e campagne circostanti, il ministero dell’Interno ha schierato più di 88 mila uomini tra poliziotti, militari e gendarmi.
LA FUGA CONTINUA. Fonti della Gendarmeria hanno smentito la notizia, diffusasi nel corso di giovedì 8 gennaio, secondo cui i terroristi si sarebbero barricati all'interno di un'abitazione.
Secondo i media francesi, inoltre, non sembra nemmeno accertato che la Clio grigia, l'auto sulla quale i fratelli Kouachi sono fuggiti da Parigi, sia stata effettivamente abbandonata nei paraggi, come era stato detto in un primo momento.

SEGNALAZIONE SULLA STRADA PER PARIGI. In precedenza i due principali sospettati erano stati segnalati da un benzinaio vicino a Villers-Cotterets mentre viaggiavano in direzione di Parigi in un'auto con la targa nascosta e carica di armi, lungo la statale Rn2. Immediatamente sono stati predisposti posti di blocco su tutte le strade di accesso alla capitale, mentre il palazzo dell'Eliseo è stato blindato.
GIALLO SUL RUOLO DEL TERZO UOMO. È giallo, invece, sul ruolo di Amir Mourad, il 19enne che si è consegnato alla polizia francese sulla scia di un possibile coinvolgimento nell'attentato. Mourad si sarebbe rivolto alle autorità dopo essere stato avvisato da alcuni amici che il suo nome circolava in Rete tra i ricercati della polizia. Il giovane, tuttavia, avrebbe fornito un alibi agli agenti: alcuni suoi compagni testimonierebbero, infatti, una sua presenza a scuola nelle ore dell'attacco.
FERMATE PERSONE VICINE AI KILLER. Nell'ambito dell'inchiesta sull'assalto ci sono stati «diversi arresti» e alcune persone legate ai killer sono in stato di fermo. Secondo fonti giudiziarie citate dai media, tra i fermati ci sono lo stesso Mourad, la sorella dei due ricercati, suo marito e la moglie di uno di loro.

  • L'area dove sono stati avvistati i due attentatori.

TANTE DOMANDE SENZA RISPOSTA. Intanto si rincorrono gli interrogativi sull'attentato, a partire dallo smarrimento delle carte d'identità nell'auto della fuga da parte dei fratelli Kouachi fino all'errore di indirizzo iniziale dell'assalto, circostanze straordinarie se si considera la freddezza dei due, che sono apparsi e scomparsi facendo perdere le loro tracce.
LEGAMI CON AL QAEDA IN YEMEN. Il ministro della Giustizia francese Christiane Taubira ha ammesso che uno dei due fratelli ricercati era noto all'intelligence fin dal 2005 per aver partecipato alla jihad dapprima in Yemen (addestrato da al Qaeda) e quindi in Iraq. Mentre dagli Usa rimbalza la notizia che entrambi fossero da tempo nella lista delle persone bandite dai voli civili. Si rincorrono dunque gli interrogativi sulla libertà di azione di cui i fratelli Kouachi hanno potuto godere.
UCCISA UN'ALTRA AGENTE. In mattinata, ancora sangue a Parigi, anche se non ci sarebbero legami con la strage di Charlie Hebdo: un uomo ha ucciso spietatamente alle spalle una giovane vigilessa, in servizio da appena 15 giorni e ferito gravemente un collega. Mistero assoluto sulla dinamica dei fatti e sul movente. Un pregiudicato già arrestato nove volte è stato fermato, ma l'assassino è salito su un'auto e si è allontanato. Nonostante le ricerche, l'uomo è svanito nel nulla.
MANIFESTAZIONI DI SOLIDARIETÀ. Dopo l'attentato al settimanale satirico, i cittadini francesi ed europei si sentono sempre più 'Charlie', come recita l'hashtag sui social network che, insieme con le matite alzate al cielo nelle numerose manifestazioni di solidarietà, è diventato il simbolo dell'orgoglio occidentale contro l'estremismo islamico.


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