Acido Milano 150108140225
PROCESSO 8 Gennaio Gen 2015 1357 08 gennaio 2015

Sfregiato con l'acido, Levato e Boettcher in aula

Il pm: «Lesioni gravissime aggravate dalla crudeltà». Rischiano fino a 16 anni. 

 

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Il broker immobiliare Alexander Boettcher viene portato nell'aula delle direttissime del palazzo di Giustizia di Milano.

La studentessa bocconiana Martina Levato e il broker immobiliare Alexander Boettcher sono entrati nell'aula delle direttissime del palazzo di Giustizia di Milano per il processo che li vede imputati per l'aggressione avvenuta lo scorso 28 dicembre al 22enne Pietro Barbini, a cui è stato lanciato dell'acido muriatico sul volto e che rischia di perdere l'uso dell'occhio destro. Il processo è iniziato davanti al Collegio della nona sezione penale di Milano, ma a porte chiuse e la stampa non è stata ammessa in aula.
LESIONI DA «GRAVI» A «GRAVISSIME». Il pm di Milano Marcello Musso, modificando la precedente imputazione di lesioni gravi, ha contestato l'accusa di lesioni gravissime, aggravate dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili alla studentessa bocconiana e al broker immobiliare.
Il pm ha scritto che Martina Levato e Alexander Boettcher hanno messo in atto un'azione «di rivalsa» che è «espressione di un sentimento spregevole», come dimostrano le chat tra i due imputati e la vittima dell'aggressione Pietro Barbini «trattandosi di parole scritte che fanno riferimento a particolari rapporti sessuali, non a ragioni di gelosia ma semmai di rivalsa».
«MOTIVI ABIETTI E FUTILI». Il pm, infatti, ha contestato alla coppia 'diabolica' l'aggravante di aver agito per motivi abietti e futili «riferiti a rapporti sessuali da ritenersi 'particolari', in un contesto di azione di rivalsa a fronte di pregressi rapporti sessuali intercorsi tra la Levato e il Barbini». Inoltre, la procura contesta l'aggravante della crudeltà perché i due hanno usato l'acido muriatico scagliandolo «praticamente su tutto il volto del Barbini». E di aver commesso il fatto «con premeditazione, telefonando alla vittima nei giorni precedenti per attirarlo nell'agguato, poi realizzato».
LA MADRE DEL BROKER: «VICINA ALLA VITTIMA». Ha rotto il silenzio la madre del broker Alexander Boettcher: «Conosco il dolore, sono vicina a Pietro e alla sua famiglia», ha detto la donna, che ha parlato fuori dall'aula del tribunale di Milano. «Confido nella giustizia» - ha proseguito - «e credo che mio figlio sia innocente perché chiunque è innocente fino a quando non viene dimostrato il contrario». La madre del 31enne ha raccontato di aver incontrato il figlio due volte nel carcere di San Vittore, dove è detenuto. «È molto provato per quello che è successo», ha spiegato.
RISCHIA DI PERDERE UN OCCHIO. L'aggressione con l'acido che ha colpito Pietro Barbini ha causato al ragazzo «la più grave conseguenza della deformazione ovvero lo sfregio permanente del viso», restando «peraltro da accertare l'eventuale indebolimento o perdita dell'occhio colpito dall'acido». Lo ha scritto il pm Marcello Musso nell'atto in cui spiega perché ha modificato l'accusa per i due imputati da lesioni gravi a gravissime. Il pm nella nuova imputazione ha riportato le condizioni di salute di Barbini evidenziando la «documentazione medica e fotografica» acquisita agli atti. Nel nuovo capo d'accusa la procura ha segnalato oltre all'indebolimento «permanente dell'occhio destro» e alla deformazione del viso, il fatto che l'acido ha colpito anche «la fronte, le palpebre, entrambe le guance, il mento ed il naso».
MODALITÀ DA «AGGUATO MAFIOSO». Il pm ha anche sottolineato in aula che la coppia 'diabolica' ha realizzato nei confronti del 22enne una «aggressione con modalità da agguato mafioso». Con la nuova imputazione di lesioni gravissime aggravate dalla crudeltà, dalla premeditazione e dai motivi abietti e futili, Levato e Boettcher rischiano condanne fino a 16 anni di carcere. Intanto, la prima udienza del processo davanti alla nona sezione penale si è conclusa con un rinvio al prossimo 27 gennaio. I genitori di Barbini (che non erano presenti in aula) si sono costituiti parte civile, assieme al figlio, rappresentati dall'avvocato Paolo Tosoni.
È probabile che nella prossima udienza del processo le difese degli imputati chiedano il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo sulla pena. Probabili anche le istanze di perizia psichiatrica da parte delle difese.

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