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CRONACA 8 Gennaio Gen 2015 1100 08 gennaio 2015

Udine: uccide finanziere, poi si spara

L'omicida, un gioielliere 65enne, era stato denunciato dalla vittima per violenza sessuale.

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Un'ambulanza.

Spara a un finanziere e poi si toglie la vita.
Angelo Brochetta, 65 anni, gioielliere di Carlino, in provincia di Udine, si è presentato alla porta di casa di un finanziere di 47 anni, Franco Pavan, e lo ha ucciso con alcuni colpi di pistola, prima uccidersi. Il dramma si è consumato a Piancada di Palazzolo dello Stella.
UCCISO PER VENDETTA. All'origine del gesto, secondo quanto ricostruito dalla procura, ci sarebbe una sorta di vendetta che il gioielliere covava nei confronti del finanziere, che conosceva. Brochetta era stato denunciato da Pavan per violenza sessuale ai danni di un congiunto e condannato per l'episodio, in primo e in secondo grado, a sette anni di reclusione.
Il gioielliere si è recato a casa del finanziere intorno alle 8 del mattino, alla guida di un'auto presa a noleggio. Ha bussato alla porta, poi ha minacciato la convivente dell'uomo che stava uscendo per portare il figlio, un bimbo di sette anni, a scuola. Le ha puntato contro l'arma, una calibro 9 regolarmente detenuta. Poi è salito al piano di sopra e ha esploso diversi colpi di pistola contro Pavan. Infine è tornato al pian terreno e si è tolto la vita sul pianerottolo del retro ingresso della villetta.
TROVATA UN ACCETTA NELL'AUTO. Nell'auto con cui aveva raggiunto Piancada, i carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, comandati dal maggiore Roberto Scalabrin, che conducono le indagini sotto il coordinamento del procuratore capo facente funzioni Raffaele Tito e del pm di turno Letizia Puppa, hanno trovato anche un'accetta, del diluente e delle stoffe. Elementi che hanno portato gli inquirenti a ipotizzare che il gioielliere pensasse di compiere anche qualche altro atto sconsiderato.
«Un militare e un uomo del tutto mirabile. Le Fiamme gialle di Udine sono vicine ai familiari tutti del collega», ha affermato il colonnello Commentucci. Il comandante della Guardia di finanza ha voluto inoltre precisare che il militare era ben voluto da tutti i colleghi e stimato dai suoi superiori. Aveva uno stato di servizio ineccepibile e libero dal lavoro si adoperava in attività di volontariato a favore di persone bisognose nel comune di residenza.

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