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REAZIONE 9 Gennaio Gen 2015 1848 09 gennaio 2015

Charlie Hebdo, Anonymous contro al Qaeda: «Temeteci»

«Non negoziamo la libertà di espressione. Aspettatevi azioni massicce».

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Anonymous ha minacciato Sony di distribuire il film The Interview.

Nella guerra contro al Qaeda, è sceso in campo il collettivo hacker Anonymous. Dopo il massacro al settimanale satirico Charlie Hebdo, il gruppo ha fatto sapere in un comunicato: «Attaccheremo e metteremo offline tutti i siti della galassia jihadista».
«Il 7 gennaio 2015, la libertà d'espressione ha subito un assalto disumano. Dei terroristi hanno fatto irruzione nei locali di questo giornale e hanno ucciso a sangue freddo dei disegnatori, dei giornalisti e dei poliziotti. Gli assassini sono ancora in fuga. Distrutti, scioccati, noi non possiamo cadere. È nostro dovere reagire», recita il comunicato di Anonymous.
ATTO LAIDO E ABIETTO. «Prima di tutto ci teniamo a fare le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime di questo atto laido e abietto (...) Ci sembra chiaro che certe persone non vogliono, in un mondo libero, questo diritto inviolabile e sacro di esprimere, in qualsivoglia maniera la propria opinione. Anonymous non permetterà mai che questo diritto sia minacciato dall'oscurantismo e dal misticismo. Noi combatteremo sempre e dovunque i nemici della libertà d'espressione. Charlie Hebdo, realtà storica del giornalismo satirico, è stata presa come bersaglio. Anonymous ha il compito di ricordare a ogni cittadino che la libertà di stampa è uno dei prinicipi fondamentali dei paesi democratici. La libertà d'opinione, di esprimersi e di poter pubblicare degli articoli senza minacce né restrizioni è un diritto inalienabile. Anonymous ha sempre combattutto gli oppositori di questo diritto e non ammetterà mai che un individuo sia ucciso laidamente per aver pubblicato un articolo, un disegno, un'opinione...».
NON SIAMO DISPOSTI A NEGOZIARE. «La libertà di espressione e d'opinione», è la conclusione degli hacker, «è una cosa che non siamo disposti a negoziare, attaccare questa è attaccare la democrazia». E quindi: «Aspettatevi una reazione massiccia e frontale da parte nostra perché la battaglia per la difesa di queste libertà è la base stessa del nostro movimento. Noi siamo legione. Noi non dimentichiamo. Noi non perdoniamo. Temeteci. Temeteci».

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