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DOPO LA TRAGEDIA 9 Gennaio Gen 2015 0800 09 gennaio 2015

Charlie Hebdo, Jeannette Bougrab: «Stéphane Charbonnier è morto in piedi»

La compagna del direttore del giornale satirico: «Merita il Pantheon con i suoi colleghi uccisi».

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Sapeva di dover morire. «Viveva nella paura». Ed «è morto in piedi».
Così Jeannette Bougrab ha ricordato il suo compagno Stéphane Charbonnier, direttore di Charlie Hebdo, morto mercoledì 7 gennaio in un attentato terroristico.

«Stéphane era un monaco soldato, lavorava sempre: se Charlie sparisse domani sarebbe come ucciderlo di nuovo», ha affermato l'8 gennaio l'ex sottosegretaria di Stato alla gioventù nell'intervista a Bfm tivù.
«Ha pagato con la sua vita ma è morto in piedi per difendere i valori della laicità. È stato giustiziato con i suoi compagni. Tutti questi disegnatori meritano il Pantheon».
L'ACCUSA DI ESSERE ISLAMOFOBO. Non è stato semplice vivere al fianco di Stéphane Charbonnier: «Riceveva minacce, messaggi anonimi su Internet», ha aggiunto Jeannette Bougrab. «Lo accusavano di essere islamofobo, di essere razzista, di sfruttare la generosità dei lettori per raccogliere soldi, lo accusavano di tutto. Nessuno lo ha difeso. La Repubblica è colpevole. Questa strage poteva essere evitata».
L'amore tra i due esisteva nonostante le opinioni diverse in politica: «Stéphane era una persona eccezionale, un vero eroe, un eroe che amavo nonostante avessimo opinioni politiche molto diverse».
GUERRA ALLA FRANCIA. Jeannette Bougrab ha voluto mandare un messaggio ai suoi concittadini: «È stata dichiarata una guerra in Francia. Se avete in mano una matita vi ammazzano».
In chiusura dell'intervista un pensiero per l'ultimo progetto di Charb, un libro sull'islamofobia, che «aveva preparato per dire che si può essere laici e tolleranti. E il libro uscirà quando lui non ci sarà più».

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