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ATTENTATI 9 Gennaio Gen 2015 1125 09 gennaio 2015

Charlie Hebdo, la cronologia della strage

Tutto è iniziato con l'assalto in redazione. Poi la caccia. Fratelli Kouachi morti durante il blitz degli agenti. Ucciso anche il killer della poliziotta a Montrouge.

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L'inferno francese è finito dopo tre giorni. I tre attentatori sono morti. Uccisi da un blitz delle teste di cuoio.
Decisivo un assalto contemporaneo a Parigi nel supermercato dove Amedi Coulibaly teneva in ostaggio alcune persone e a Dammartin-en-Goele, nella tipografia dove sono stati ammazzati i fratelli Said e Chèrif Kouachi.
L'ASSALTO IL 7 GENNAIO. Tutto era iniziato alle 11.20 di mercoledì 7 gennaio quando il commando dei due franco-algerini (entrambi reduci dalla jihad in Siria) è apparso davanti alla redazione di Charlie Hebdo.
CACCIA PER DUE GIORNI. Due uomini armati e vestiti di nero sono usciti da una Citroen C3.
Poi mezz'ora di paura con l'uccisione di 12 persone, tra cui alcuni fumettisti e il direttore del giornale satirico francese, quindi la fuga e la caccia ai terroristi. Terminata nel pomeriggio del 9 gennaio. Secondo i media francesi però anche alcuni ostaggi presi dai terroristi sono stati uccisi.
Ecco la ricostruzione minuto per minuto di quanto accaduto.

Mercoledì 7 gennaio 2015

ORE 11.20 - L'ARRIVO IN RUE APPERT. Due uomini armati di kalashnikov e vestiti di nero scendono da una Citroen in Rue Nicolas Appert a Parigi nel quartiere della Bastiglia. Ad aspettarli in auto c'è un altro uomo.
I due stanno cercando la redazione di Charlie Hebdo, ma invece di presentarsi al numero 10, vanno al numero 6. Qui chiedono dove sia la sede del giornale.

Il commando davanti al palazzo dove ha sede la redazione di Charlie Hebdo (©Ansa).

ORE 11.25 - L'IRRUZIONE IN REDAZIONE. Cinque minuti dopo essere scesi dalla C3, i due terroristi sono davanti al palazzo dove ha sede la redazione di Charlie Hebdo. Qui s'imbattono in Fréderic Boisseau, un commesso all'ingresso: l'uomo è costretto a dire dove sono gli uffici della rivista. Quindi è ucciso.
Al secondo piano i terroristi incrociano la fumettista Corinne Rey con la figlia: gli uomini costringono la donna con la violenza a inserire il codice per accedere negli uffici, poi aprono il fuoco, mentre Rey e la figlia si nascondono sotto una scrivania.

ORE 11.35 - IL MASSACRO DI GIORNALISTI. Nella redazione di Charlie Hebdo si sta svolgendo la riunione settimanale dei giornalisti, quando arrivano i terroristi. Gli uomini in nero,prima di sparare, pronunciano ad alta voce i nomi di coloro che devono essere uccisi.
Nel massacro perdono la vita il direttore Stephane 'Charb' Charbonnier, la sua guardia del corpo Franck Brinsolaro, Georges Wolinski, Bernard 'Tignous' Verlhac, Jean 'Cabu' Cabut, l'economista e vignettista Bernard Maris, Philippe Honoré, Elsa Cayat, Michel Renaud e Mustapha Ourrad.

ORE 11.40 - SCATTA L'ALLARME. La polizia riceve una chiamata dalla redazione di Charlie Hebdo: Laurent Léger è riuscito a dare l'allarme e parla di una «carneficina», ma pochi secondi dopo essere riuscito a contattare le forze dell'ordine, la chiamata s'interrompe.
Un altro giornalista della rivista satirica francese è invece riuscito a inviare un sms a un amico spiegando di essersi salvato: «C'è la morte tutto intorno a me. I jihadisti mi hanno risparmiato».
Negli stessi minuti dell'irruzione nell'ufficio del direttore di Charlie Hebdo, altri giornalisti si rifugiano sul tetto dell'edificio.

ORE 11.50 - L'ESECUZIONE IN STRADA. Gli uomini armati sono di nuovo in strada e le loro mosse sono riprese dagli smartphone di chi ha assistito alla strage dalle finestre e dai tetti. Il commando a quel punto grida «Allah Akbar!», «Allah è il più grande», e «Abbiamo ucciso Charlie Hebdo!», «Abbiamo vendicato il profeta Maometto!». A quel punto arriva Ahmed Merabe, un agente di polizia in bicicletta: i terrosti sparano raffiche di kalashnikov contro l'uomo che viene ferito e cade a terra. Ma l'incubo non è finito, perché il commando non lo risparmia e l'agente è freddato con un colpo alla testa.

ORE 12 - LA FUGA SULLA CITROEN E LA CARTA D'IDENTITÀ SMARRITA. I terroristi sono ormai fuggiti a bordo della Citroen che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe investito un pedone che si trova in gravi condizioni. La loro fuga, però, finisce tra Rue Sadi-Lecointe e Rue de Meaux, nel XIX arrondissement, dove la C3, danneggiata, è abbandonata: gli uomini si impossessano di una Renault Clio guidata da un giovane che, prima di arrendersi, chiede e ottiene che il cane possa scendere dall'auto. Sul veicolo lasciato in strada viene in seguito trovata la carta d'identità di Said Kouachi.

Due terroristi mentre risalgono in auto prima di fuggire (©Ansa).

ORE 16.30 - PRIME AZIONI DELLA POLIZIA. Mentre il mondo si mobilita con manifestazioni di solidarietà per la strage compiuta nella redazione di Charlie Hebdo, la polizia trova nella periferia di Parigi un appartamento che sarebbe uno dei nascondigli utilizzato dal commando.

Giovedì 8 gennaio 2015

ORE 1.30 - CONTINUANO LE INDAGINI. La polizia prosegue la ricerca del commando dell'attentato e svolge un raid a Charleville-Mezières, non lontano dalla frontiera con il Belgio nel quartiere 'caldo' della Ronde Couture.
Intanto a Reims, continuano le perquisizioni per cercare indizi, come tracce del Dna. Qui è perquisito l'appartamento di Said Kouachi, uno dei due fratelli ricercati che secondo la testimonianza di un vicino ci abitava 'da poco più di un anno'.

ORE 2.30 - UN SOSPETTATO SI ARRENDE. Il più giovane dei tre ricercati per l'attacco a Charlie Hebdo si consegna alla polizia. Si tratta di Hamyd Mourad, sospettato di essere l'autista del commando: ha 19 anni e sarebbe «il meno implicato» nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco.

ORE 8.00 - UCCISA UNA POLIZIOTTA. Amedy Coulibaly uccide una vigilessa nel quartiere Montrouge di Parigi, a Sud della capitale francese. Inizialmente le autorità precisano che l'omicidio non è collegato alla strage di Charlie Hedbo, solo successivamente emergeranno i collegamenti tra i tre terroristi.

ORE 8.00 - ALTRI SEI ARRESTI. Nella mattinata di giovedì 8 gennaio il premier francese Manuel Valls conferma come nell'ambito dell'inchiesta sull'attacco a Charlie Hebdo ci sono stati «diversi arresti» e alcune persone legate ai killer sono in stato di fermo. Secondo fonti giudiziarie citate dai media, i fermati sono sette, tra cui Hamyd Mourad.

ORE 11.30 - TROVATI I SOSPETTI. I due ricercati sono localizzati nei pressi di Villers-Cotterets, città della Piccardia 85 chilometri a Nord Est di Parigi. I due viaggiano su un auto con la targa nascosta sulla strada nazionale Rn2, in viaggio in direzione della capitale francese, e hanno delle armi.
Gli accessi a Parigi sono bloccati e il palazzo dell'Eliseo è stato blindato.
Poco dopo l'auto dei due killer è trovata dalle forze dell'ordine alle porte di Villers-Cotterets.

ORE 13.50 - UOMINI BARRICATI IN CASA. Said e Chèrif Kouachi si barricano in un'abitazione di Crepy-en-Valois, 70 chilometri a Nord Est di Parigi: la polizia circonda la casa.
Intanto si è appreso che Chèrif era finito in un'inchiesta televisiva sul terrorismo andata in onda su France 3 nel 2005: nel video il 32enne di diceva determinato a morire per il martirio in Iraq.

ORE 17.10 - FALSA PISTA DEI KILLER BARRICATI IN CASA. Sarebbe falsa pista quella secondo la quale i due presunti terroristi dell'attacco a Charlie Hebdo, i fratelli Said e Cherif Kouachi, sarebbero barricati in una casa vicino a Crepy En Valois. Lo fanno intendere fonti della Gendarmeria. La caccia all'uomo si concentra comunque nelle campagne della Piccardia, ad una sessantina di chilometri da Parigi.

ORE 18.30 - RICERCHE A TAPPETO IN PICCARDIA. Perquisizioni a tappeto in Piccardia, a Villers-Cotteret, Crepy-en-Valois e in cittadine e campagne circostanti, alla ricerca dei due fuggitivi. Molte immagini di camionette blindate, poliziotti con fucili d'assalto e giubbotti antiproiettile, blocchi stradali e case accerchiate circolano su siti d'informazione, tivù e social network.

ORE 22.12 - RICERCHE SENZA ESITO. Si conclude l'operazione dei reparti speciali francesi sulle tracce dei terroristi di Charlie Hebdo in Piccardia, accanto alla foresta di Longpont. Restano solo le vetture dei gendarmi, ma secondo i media francesi la ricerca nella foresta di Longpont è terminata con un nulla di fatto.

Venerdì 9 gennaio 2015

ORE 00.40 - SOSPETTI AVVISTATI DAGLI ELICOTTERI. Secondo la Cnn, i due sospettati sarebbero stati avvistati dagli elicotteri della polizia nei boschi della Piccardia, in una zona già setacciata dalle teste di cuoio.

ORE 9.15 - KILLER A DAMMARTIN-EN-GOELE. I due fratelli Kouachi si trovano nella cittadina di Dammartin-en-Goele, nella regione Seine-et-Marne a Nord Est di Parigi: qui i killer di Charlie Hebdo si barricano nella sede di una tipografia prendendo un ostaggio che resta ferito in una sparatoria tra i terroristi e la gendarmeria. Nello scontro a fuoco, secondo i media, si contano due morti e 20 feriti (il procuratore generale smentisce le vittime).

ORE 11.15 - PRIMI CONTATTI COI TERRORISTI. I responsabili delle forze dell'ordine provano ad avviare contatti con i due fratelli Kouachi asserragliati nella tipografia.
Il prefetto di polizia di Parigi parla di 'epilogo vicino' riferendosi alla vasta operazione di polizia (sono stati mobilitati circa 88 mila agenti) in corso a Dammartin-en-Goele: l'obiettivo è prendere vivi i due terroristi.

ORE 11.50 - RAPORTI COL FOLLE DI PARIGI. La televisione France 2, citando fonti dell'intelligence transalpina, svela che l'autore della sparatoria di giovedì 8 gennaio a Montrouge, periferia Sud di Parigi, conosceva i fratelli Kouachi e per il sito di 20 Minutes, gli uomini erano «in contatto».
La notizia è confermata da fonti vicine alla procura antiterrorismo di Parigi, che segue entrambi i casi.

Un elicottero utilizzato dalle forze dell'ordine per la ricerca dei terroristi della strage di Charlie Hebdo (©Ansa).

ORE 12.00 «VOGLIAMO MORIRE DA MARTIRI». I due assalitori di Charlie Hebdo confermano di voler «morire da martiri».
A rivelarlo è il deputato dell'Ump (centrodestra) Yves Albarello, eletto del dipartimento in cui i due sono ora barricati.

ORE 12.30 - CONFERMATO IL CONTATTO. Fonti giornalistiche a Dammartin-sur-Goele parlano di «contatto stabilito» dalle forze dell'ordine con i fratelli Kouachi.

ORE 13.20 - ASSALTO AL NEGOZIO EBRAICO. Coulibaly, di cui si erano perse le tracce dopo l'omicidio della poliziotta, assalta un negozio ebraico a Est di Parigi e prende alcuni ostaggi. L'uomo spiega di essere affiliato dello Stato islamico e svela come si sia diviso i compiti con gli altri due terroristi: «A loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti».

ORE 14.20 - RAPPORTI CON L'AQAP. I media internazionali precisano che uno dei terroristi incontrò l'imam Anwar Awlaki in Yemen poche settimane prima che il leader dell'Aqap venisse ucciso.
Per il Site, allo stato, il collegamento tra i terroristi e il ramo yemenita-saudita di al Qaeda «è il più credibile».

ORE 16.50 VIA AL BLITZ NELLA TIPOGRAFIA. Via libera al blitz nella tipografia dove sono asserragliati i due terroristi per catturare i fratelli Kouachi e liberare l'ostaggio.
Dalle immagini trasmesse dalle televisioni si sentono raffiche ed esplosioni a Dammartin-en-Goele.
Alcuni elicotteri si sono posati sul tetto dell'edificio assaltato dai reparti speciali francesi.

ORE 17 - BLITZ NEL NEGOZIO A PARIGI. Negli stessi minuti del blitz a Dammartin-en-Goele, la polizia di Parigi fa irruzione nel negozio ebraico nel quartiere a Est della capitale francese. Nell'incursione muore il terrorista Coulibaly: all'interno le forze dell'ordine trovano i corpi di quattro ostaggi morti.

ORE 17.20 - UCCISI I FRATELLI KOUACHI. I due fratelli Kouachi, autori della strage di Charlie Hebdo, sono uccisi dalle forze speciali francesi. Liberato l'ostaggio: l'uomo sta bene ed è indenne.

ORE 17.22 - LIBERATO L'OSTAGGIO A DAMMARTIN. L'ostaggio prigioniero dei due killer di Charlie Hebdo a Dammartin-en-Goele è stato liberato nell'assalto ed è indenne.

ORE 17.26 - SEQUESTRO PARIGI: OSTAGGI LIBERATI. Gran parte degli ostaggi sono stati liberati nel blitz al supermercato kosher di Parigi.

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