RITRATTO 9 Gennaio Gen 2015 1100 09 gennaio 2015

Maryse, musa e moglie stupenda del genio Wolinski

Lo bacchettava. Sopportava. E completava. La scrittrice e il vignettista: coppia perfetta. Foto.

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Qualche anno fa, intorno al 2011, Maryse Wolinski (guarda le foto) non esitò a dare addosso pubblicamente a «quel suo macho di marito» per aver disegnato sul Journal du Dimanche una vignetta in cui Lionel Jospin, all’epoca primo ministro, posava in veste di attore accanto alle protagoniste di Tournée di Mathieu Amalric.
Il disegno era carino, ma dal fumetto sopra quelle belle ragazze, fatto «evidentemente mentre mi ero assentata un secondo», usciva la definizione di “pétasses”. Zoccole.
Maryse guardò e quel che vide non le piacque affatto. Per tutta risposta inviò una lettera aperta al settimanale Femme Actuelle, subito ripubblicato con pamphlet dalle prestigiose Editions du Seuil in cui è possibile trovarlo tuttora.
Si intitolava “Georges, si tu savais”, e non faceva il benché minimo sconto all’uomo che lei, naturalmente, amava sopra ogni cosa.
TUTTI CON LA MORTE NEL CUORE. Georges Wolinski è morto il 7 gennaio, e i colpi del kalashnikov che l’hanno crivellato nella redazione di Charlie Hebdo rimbomberanno ancora a lungo nella mente e nel cuore degli europei, incapaci di immaginare un’esistenza priva della libertà di espressione, dei suoi pamphlet e delle sue vignette.
O forse no, visto che gli inglesi preferiscono coprire lo sfruttamento sessuale di adolescenti con problemi psichici piuttosto che essere accusati di razzismo dalla comunità pachistana e il Financial Times, fondato nella patria della satira, è stato lì lì per condannare le vignette di Charlie Hebdo come eccessive, agendo insomma come quei giudici che condannano le vittime degli stupri perché se la sarebbero cercata.
MARYSE SENZA GEORGES? IMPOSSIBILE. Questo articolo vuole essere però un omaggio a Maryse Wolinski, e a quelli che rimangono, dunque della satira inglese e di quanto si è saputo essere violenta nel secolo di Addison e Steele meglio parlare in un’altra occasione.
Adesso è il momento di Maryse, il cui profilo su Wikipedia è stato aggiornato da mano ignota. “Veuve”. Vedova. Quella, o quello, che è rimasto.
A cui si pensa sempre dopo, o non si pensa mai. Pensare Maryse senza Georges è quasi impossibile. Ogni suo libro, articolo, riflessione ha sempre previsto e postulato la presenza di Georges, il confronto con Georges, il suo sprone, il suo interesse e la sua ironia.
LEI BELLISSIMA, LUI SORNIONE. Cercate il volto di Maryse, bellissimo, su internet: lo troverete raramente da solo. Accanto, c’è sempre il viso sornione di lui.
Si erano conosciuti nella redazione del Journal du Dimanche: lei, nata ad Algeri nel 1943 (ma dimostra 10 anni di meno, come minimo), già una piccola star della penna, nella declinazione della scrittura; lui, in quella del disegno satirico.
Il 7 gennaio, nella redazione di Linus, piccolo e tenace gioiello della Baldini&Castoldi, nessuno aveva la forza di parlare: pubblicano le vignette di Wolinski da 30 anni accanto alle strisce di Charles Schulz.
Ancora Charlie, sempre Charlie.
Ma insomma, mentre lei scriveva di politica e di costume e lui disegnava, si erano innamorati e sposati.
Nel bouquet di nozze, due bambine, più una terza, la loro, Elsa, che arrivò qualche anno dopo.
SCRITTRICE E AUTRICE DI MUSICA. Per lei Maryse, dopo aver lasciato lo status di redattrice e adottato quello di free lance, scrisse racconti, una «storia delle donne» e nel 1986 adattò per la televisione un racconto adorabile, La divine sieste de papa, componendo anche i testi delle canzoni che lo accompagnavano e iniziando una carriera parallela come autrice di musica con numerose hit all’attivo, fra cui Je pense à toi comme je t’aime.
Georges è il co-protagonista della sua esistenza.
Lei, nel frattempo, partecipava alle avventure dei magazine Elle, F, scrivendo per il magazine di Le Monde.
Il suo primo romanzo per Flammarion, Au diable Vauvert, è stato un successo.
Per un certo periodo, Maryse approdò anche al magazine Luna.
Vegetariana, fustigava sorridendo diete e regimi (“Si tu veux maigrir, mange”); comprendeva prima di ogni altro che la smania per la giovinezza eterna non porterà molto lontano e che comunque non renderà la giovinezza (“Nous serons toujours jeunes et beaux”) e l’evoluzione naturale, inevitabile, della coppia. Che però non esclude, ma anzi rafforza l’intimità (“Chambre à part”).
COPPIA INTELLETTUALE PERFETTA. Nei suoi libri di costume, a metà fra storia e società, si percepisce sempre lo sguardo sorridente di Georges, contraltare intelligente, ma anche passionale. Perché se si dovesse immaginare una coppia sì intellettuale, ma legata da una profonda intesa fisica, quella sarebbe, o avrebbe continuato a essere, la coppia Wolinski. E anche questo fa male.
Come quelle parole della lettera aperta a Femme Actuelle, che adesso suonano così tenere, e così sinistre: «Vergogna, Georges, chi volevi provocare». «Io volevo solo far ridere». «Tanti anni e non sono ancora riuscita a cambiarti».

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