TERRORISMO 10 Gennaio Gen 2015 0945 10 gennaio 2015

Francia blindata, il mistero di Hayat Boumedienne

Gli 007 la cercano, ma lei sarebbe in Siria. «È arrivata il 2 gennaio via Turchia». Oltre 200 mila in corteo. I jihadisti: «Colpiremo ancora». Sale l'allerta in Italia.

  • ...

Con l'uccisione dei tre terroristi islamici (i fratelli Kouachi a Dammartin-en-Goële e Amely Coulibaly a Parigi) la Francia può tirare un sospiro di sollievo.
Ma la polizia no. Gli 007 sono, infatti, sulle tracce di Hayat Boumedienne, la compagna 26enne dell'autore del sequestro avvenuto in un supermercato kosher della capitale (guarda le foto).
«HAYAT È IN SIRIA». Dopo quasi un giorno di ricerche, però, è emerso che la donna, secondo quanto spiegato da radio Europe 1 che ha citato informazioni confidenziali, non sarebbe in Francia, ma avrebbe lasciato il Paese per poi imbarcarsi, il 2 gennaio, su un volo Madrid-Istanbul in compagnia di un francese noto ai servizi di sicurezza. Quindi, attraverso la Turchia, sarebbe arrivata in Siria. Hayat aveva un biglietto per il volo di ritorno il 9 gennaio, ma non si sarebbe presentata all'aeroporto.
Secondo la radio Rtl, Boumeddienne sarebbe stata vista attraversare la frontiera turco-siriana l'8 gennaio.
IL MISTERO SI INFITTISCE. Il mistero su Hayat, tuttavia, è fitto.
Nella giornata del doppio blitz si erano rincorse voci sulla presenza della ragazza all'interno del negozio. In serata era parso che la donna fosse riuscita a fuggire mescolandosi agli ostaggi. La sua presenza però non era stata confermata.
«È ARMATA E PERICOLOSA». Secondo i media francesi la donna è accusata di complicità nell'assassinio della poliziotta a Montrouge.
Sul suo mandato di cattura c'è scritto che è una «persona armata e pericolosa». E anche per questo motivo probabilmente che il governo ha deciso di confermare per il fine settimana (10 e 11 gennaio) il massimo livello di allerta anti-terrorismo del piano Vigipirate in tutta la regione di Parigi, l'Ile-de-France.

Legami con i Kouachi: oltre 500 chiamate alla moglie di Chérif

Ricostruendo i legami tra i protagonisti dei tre giorni più lunghi per la sicurezza in Francia, si è scoperto che Hayat Boumeddiene nel corso del 2014 ha avuto oltre 500 contatti telefonici con Izzana Hamyd, moglie di Chérif Kouachi, in stato di fermo da mercoledì 7.
I legami, definiti «costanti e consistenti» dagli inquirenti, tra i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly, passavano evidentemente anche attraverso le loro compagne, di vita e di jihad.
AL FIANCO DI AMELY DAL 2010. Hayat Boumediene (ricercata in tutto lo Stato) e Amely Coulibaly erano legati sentimentalmente dal 2010: era stata lei ad andare a prenderlo all'uscita dal carcere. Da quel momento i due avevano iniziato a vivere insieme. Tanto che nello stesso anno fu interrogata dall'antiterrorismo.
FOTO CON VELO E BALESTRA. La ricostruzione della loro vita insieme comprende una visita in montagna a Djamel Beghal, adepto del movimento radicale takfir, una setta salafista. Le foto scattate in quell'occasione mostrano Amely Coulibaly in pose da cecchino e lei con il niqab nero (il tradizionale velo islamico) che si esercita con la balestra.
APPARTAMENTO PERQUISITO. Per avere più informazioni sulla donna, gli investigatori hanno svolto rilievi nell'appartamento del killer del negozio kosher di Parigi che si trova al primo piano di uno stabile di Fontenay aux Roses, alla periferia sud della capitale.

Da Nizza a Tolosa: oltre 200 mila persone in corteo

Intanto per scacciare la paura del terrorismo - che sabato 10 gennaio ha fatto scattare diversi allarmi a Parigi, poi rivelatisi falsi - 23 mila persone, secondo le cifre fornite dalla polizia, sono scese in piazza a Nizza per la prima grande manifestazione in sostegno a Charlie Hebdo e per la difesa della libertà di espressione.
Il deputato Ump Eric Ciotti, eletto in quella circoscrizione, ha pubblicato sul suo profilo Twitter le foto che mostrano il lungomare della città invaso dalla gente, e una lunga fila di sindaci con la fascia tricolore, tra cui il primo cittadino di Nizza ed ex ministro dell'Industria Christian Estrosi, che reggono uno striscione nero con la scritta «Je suis Charlie» e la lista dei nomi delle vittime, in testa al corteo.

IN PIAZZA ANCHE L'EX PREMIER AYRAULT. Ma la gente non s'è data appuntamento solo a Nizza e in Francia (guarda le foto delle manifestazioni nel mondo). Oltre 700 mila persone hanno deciso di sfilare in marce organizzate in numerose città transalpine, in supporto a Charlie Hebdo e alla libertà d'espressione.
La mobilitazione più imponente si è svolta a Tolosa, la città che nel 2012 fu colpita dalla follia omicida dell'islamista Mohamed Merah, dove sono almeno 80 mila secondo la polizia a essere scesi in piazza. Si contano inoltre 20mila persone nel corteo di Besancon (Francia orientale), 25 mila a Pau, nella regione dei Pirenei, 22 mila a Orleans (Francia centrale) e oltre 30 mila a Nantes. A quest'ultimo corteo ha presenziato anche l'ex primo ministro socialista Jean-Marc Ayrault.

La manifestazione per le strade di Nantes (©Ansa).

C'È NETANYAHU, 1.350 MILITARI IN CAMPO. In attesa del ritorno in edicola di Charlie Hebdo (il nuovo direttore Gerard Biard ha parlato di un «numero normale») e della grande manifestazione in programma domenica 11 gennaio nel centro di Parigi dove è atteso 1 milione di persone (Angela Merkel, David Cameron, Matteo Renzi, Mariano Rajoy, i reali di Giordania e Benjamin Netanyahu - la cui presenza inizialmente era stata esclusa per ragioni di ordine pubblico - affiancheranno il presidente François Hollande), i membri chiave del governo francese si sono riuniti per individuare le misure da adottare: l'obiettivo è trovare soluzioni affinché nel Paese non si ripetano gli attacchi terroristici che per tre giorni hanno tenuto in scacco la sicurezza. Previsto un dispiegamento massiccio di forze, con 2 mila poliziotti e 1.350 militari a presidiare le vie della Capitale.
ATTIVATE CELLULE TERRORISTICHE DORMIENTI. Anche perché diverse cellule terroristiche dormienti sarebbero state attivate in Francia nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito da fonti della polizia alla Cnn. Alle forze dell'ordine è stato chiesto di cancellare il loro profilo sui social media e di portare sempre con sé le proprie armi, ha aggiunto la fonte.

Correlati

Potresti esserti perso