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DIPLOMAZIA 10 Gennaio Gen 2015 1550 10 gennaio 2015

Libia, piano di pace Onu: nuovo round a Ginevra

Obiettivo del vertice la ripresa del dialogo, la formazione di un governo provvisorio e la tregua.

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Un miliziano in Libia.

Il futuro della nuova Libia passa per Ginevra.
Le parti in lotta nel Paese, come spiegato dall'Unsmil - la Missione di sostegno dell'Onu in Libia - hanno concordato di tenere «la settimana prossima» in Svizzera un nuovo «round di dialogo politico».
INCONTRO A GINEVRA. Dopo il round di Ghadames in Libia di settembre 2014, il varo di una tornata era stata rinviata almeno due volte, da ultimo all'inizio di questa settimana. Ora la nota che ha annunciato il «nuovo round» a Ginevra puntando «a porre fine alla crisi politica e di sicurezza del Paese».
L'accordo a tenere i colloqui è stato raggiunto «nelle ultime settimane», dopo «ampie e intense consultazioni» condotte dall'inviato speciale dell'Onu per la Libia, Bernardino Leon.
FORMARE IL GOVERNO. Secondo quanto riferito dall'Unsmil, gli obiettivi del dialogo sono la formazione di un governo provvisorio di unità nazionale e l'intesa per porre fine alle ostilità nel Paese.
«L'obiettivo primario di questo dialogo politico sarà quello di raggiungere un accordo sulla gestione di quel che rimane del periodo di transizione, inclusa la formazione di un governo di unità che goda di ampio sostegno», è stato scritto nella nota.
OBIETTIVO: STABILITÀ. Per quanto riguarda il nuovo governo, è stato spiegato che l'esecutivo dovrebbe «spianare la strada alla creazione di un ambiente stabile per il processo costituzionale nel quale possa essere adottata una nuova costituzione»: «Le discussioni cercheranno anche di mettere in atto i necessari accomodamenti di sicurezza al fine di porre fine alle ostilità armate che infuriano in diverse parti del Paese».
STOP AI CONFLITTI. In attesa della ripresa del dialogo, l'Onu, attraverso Leon, «ha proposto alle parti in conflitto un congelamento delle operazioni militari per alcuni giorni».
La missione delle Nazioni unite, fra l'altro, punta a esortare le controparti ad affrontare il dialogo «con coraggio e determinazione» ponendo «gli interessi nazionali al di sopra di tutte le altre considerazioni».

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